Sicurezza
La Stella Maris si sposta a Marina di Pisa
Dopo oltre 50 anni, decisione sofferta dei vertici: troppi ritardi burocratici hanno rallentato il progetto di ampliamento
FAUGLIA. Ben dieci anni fa iniziano il percorso per ampliare e riqualificare la struttura. Un progetto che getta le sue radici durante le amministrazioni faugliesi di centro destra. Un’operazione che prova a radicarsi e a dare i primi frutti soprattutto con la giunta Froli. Ma tutto si arena. Poi cambiano i politici, le cose sembrano ripartire, gli intenti sembrano buoni. Ma oggi, di fatto, la storica Fondazione Stella Maris di Montalto è costretta a traslocare, dopo oltre 50 anni di presenza su Fauglia. In un paio di anni al massimo la residenza fiore all’occhiello della regione che ospita, assiste e fa riabilitazione a adolescenti e adulti con problemi neuropsichiatrici e di comportamento trasferirà l’attività in un edificio della diocesi che si è reso disponibile a Marina di Pisa.
«Dopo tutti questi anni di stand by, dispendio di soldi e attesa di segnali soprattutto dalle passate amministrazione, a metà 2011 si è creata un’opportunità a Marina di Pisa e pensiamo di sfruttarla, anche se ripeto noi abbiamo fatto di tutto per restare con la nostra attività a Fauglia, perché il colle di Montalto per noi è un luogo ideale», spiega il direttore generale della Stella Maris, Roberto Cutajar. È lui a ripercorrere le tappe salienti di un percorso che si sta rivelando oggi senza sbocco. «Sarebbe stato un investimento di 4 milioni di euro per creare una cittadella della riabilitazione dalle ceneri delle vecchie officine in disuso, anche perché l’edificio principale della villa, da un punto di vista normativo non è del tutto consona ma non la possiamo toccare perché è sotto la tutela delle belle Arti, quindi costruivano un altro edificio ex novo». Un’opportunità, insomma, per una villa frutto di un lascito, con la precisa volontà testamentaria di farne un centro che abbia quella mission. Nessun’altra destinazione è possibile: là dentro può operare solo un ente no profit, nel caso della Stella Maris, privato. «La giunta Froli si era intestardita che noi dovevamo corrispondere al Comune gli oneri di urbanizzazione, quando per legge trattandosi di una struttura sanitaria non si devono pagare». Così passano gli anni: il progetto non viene approvato per tempo. E cambiano i politici. «Il sindaco Carli si è impegnato per portare avanti il tutto e velocizzare, ma indipendentemente dalla sua volontà, sono scaduti i termini per l’approvazione e dovremo ricominciare tutto l’iter, cosa che non conviene», chiude.
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