Il dolore
«Assessore la delibera parla chiaro»
“Difendiamo l’ospedale” alla Regione: il presidio diventerà un poliambulatorio
VOLTERRA. Da ospedale a poliambulatorio. Così vedono il futuro del presidio dall’associazione Difendiamo l’ospedale. Un orizzonte che il gruppo di cittadini sta combattendo e si rivolge proprio all’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni. «L’assessore non modificherà le parole della delibera 334, la frase dove si dice “in 9 casi su 54 le Case della salute andranno a riconvertire i piccoli ospedali”, rimarrà tale», affermano. E ancora. «Se fosse come dice l'assessore, sulla delibera sarebbero apparse altre frasi, come potenziamento, miglioramento, invece di "riconversione" e "smagrimento" (parola pronunciata in diretta da lui). Qualcuno ha anche detto che è l'ora di smettere di guardare in piccolo, bisogna accettare il cambiamento – e rincarano – La conferma a questo progetto scellerato, è l'ufficialità della riforma Marroni che renderà il nostro ospedale "di prossimità", ovvero un poliambulatorio, da ospedale a poliambulatorio». Si torna all’incontro organizzato dal Pd dove Marroni era presente. «Marroni ha anche detto che i soldi non ci sono più come prima, noi cittadini lo sappiamo bene visto quello che dobbiamo pagare per curarci, vista la tassa che, ogni volta che affrontiamo un esame di diagnostica ci è stata imposta sotto il nome illusorio di "contributo di digitalizzazione", dal presidente Rossi».Si guarda oltre confine. «Così che, nel nome del risparmio si costruiscono 4 nuovi mega ospedali nel raggio di 100 km, "il quadrilatero" lo chiamano, Pistoia, Lucca, Prato e Apuane. La spesa, in media 80 milioni di euro ciascuno. Ecco il risparmio, ma del resto, dice Marroni, "questi nuovi ospedali sono indispensabili, vanno a soppiantare edifici e nosocomi fatiscenti"». E chiudono: «Noi non pretendiamo di avere una cardiochirurgia o una neurochirurgia, vogliamo solo che alcuni reparti come la chirurgia, vengano potenziati, ci sono liste di attesa lunghissime, vogliamo le sale operatorie attive tutto il giorno e la nuova macchina per la chirurgia vertebrale, attiva prima possibile. Queste sono le promesse del direttore Damone, stiamo ancora aspettando».
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