Il Tirreno

Pontedera

Costretti in albergo inquilini morosi e proprietari di case

di Francesca Suggi
Costretti in albergo inquilini morosi e proprietari di case

Migliaia le persone che si rivolgono al sito che raccoglie sentenze di sfratto. Dalla Asspi: crescono gli inadempienti

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PONTEDERA. La crisi li colpisce doppiamente. Da una parte l’inquilino moroso che, comunque, non lascia l’alloggio e non garantisce più un’entrata, magari da mesi, dall’altra l’esigenza loro di vendere la casa dove vivono e in attesa di quella affittata sono costretti ad andare in albergo. Nella morsa delle inadempienze ci stanno, oggi più che mai, i proprietari di immobili in locazione. «È un fenomeno recente che soprattutto in provincia di Pisa sta creando grossi problemi, per i proprietari è un vero e proprio dramma», tratteggia la situazione Sirio Grassi, presidente dell'Asppi Toscana (associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari). «È sufficiente dire che 9 anni fa su mille case affittate, c'era un 20% di morosità – fa parlare i numeri –. Oggi abbiamo l'80% di morosità e solo un 20% di finita locazione».

Eppure Grassi è pronto a giurare che non tutte le inadempienze di cui sono vittima i padroni di casa, per intenderci, sono figlie della crisi.

«Diciamo che il 70% dei casi di morosità incolpevole sono dovuti a peggioramenti economici di famiglie dove qualcuno ha perso il lavoro, oppure si è ridotto drasticamente lo stipendio – va nello specifico dei tanti casi analizzati –. Ma un buon 30% di inquilini che non pagano, lo fanno come modus operandi». Furbetti, insomma. Come conferma pure Marco Fantozzi, artefice della black list nazionale degli inquilini morosi grazie al sito da lui creato, www.registronazionalesfratti.com. Lui fa da sempre l’amministratore di condomini a Pontedera e dintorni e di storiacce di propietari che non riescono a mandar via locatari inadempienti ne sente tutti i giorni. Da qui l’idea di raccogliere da parte dei “padroni” segnalazioni di soggetti morosi (solo se in possesso di sentenza di sfratto), oppure, al contrario, di affittuari modello. Una sorta di garanzia per chi vuole affittare.

«In un anno il sito ha avuto in tutta Italia 10mila visitatori e di questi quasi 1.500 si sono iscritti al sito: nella provincia di Pisa ce ne sono un centinaio scarso», fa il punto. Fantozzi è soddisfatto dei risultati, ma ammette che non si aspettava una soglia di diffidenza così alta da parte dei proprietari di case. «L’interesse è alto – continua – ma vedo che quando si tratta di mandarci le sentenze di sfratto, sono refrattari e sinceramente spero che questo sia superato perché la sentenza rappresenta lo strumento di garanzia per loro, a segnalare ufficialmente quegli inquilini da cui stare lontani». E aggiunge: «È anche vero che tante persone che si sono iscritte sono in attesa della sentenza del giudice», chiude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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