Il Tirreno

Pontedera

Svastiche sulla testa dei sindacalisti

di Manolo Morandini
Svastiche sulla testa dei sindacalisti

Trovati affissi all’interno della fabbrica due volantini in cui sono presi pesantemente di mira alcuni delegati

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PONTEDERA. Prende a prestito uno slogan usato da Mao e dalle Brigate Rosse: “Colpirne uno per educarne cento”. Chissà quanto consapevolmente. Quel che è certo, non si tratta di una svista storica. Lui, operaio della Piaggio, pensa a un suo collega, con tanto di nome e cognome, quando scrive sulla pagina Facebook del gruppo chiuso Il manifestino. A distanza di una manciata di minuti, su quella pagina di dibattito sindacale, prima di lasciarsi andare alla frase che evoca gli Anni di piombo, quando il partito armato voleva fare la rivoluzione a colpi di pistola e di bombe, lo stesso scrive: “Fossi in loro starei attento perché di questi tempi il matto di turno prima o poi viene fuori”. E ancora: “Sono momentacci, perché con 50/100 euro si trova la fila di gente pronta a troncare gambe o levare denti di bocca…. Offro 200”. Che aria tira in Piaggio? È un caso isolato o c’è chi ha smarrito la bussola del vivere civile, del confronto democratico?

A chi parla di un clima autoritario, che nega il dissenso rispetto alle proprie posizioni, non mancano episodi per dare forza alla propria tesi. Gli ultimi sono due volantini, rinvenuti a distanza di un giorno l'uno dall’altro, affissi allo stabilimento Meccaniche. Sopra ci sono svastiche e soprattutto i volti di persone impegnate nel sindacato di fabbrica. Fogli preparati per le elezioni del 2007, che qualcuno ha tenuto in un cassetto per farli riapparire nel 2013 ritoccati con quel simbolo di matrice nazista.

La voce all’interno della Casa della Vespa circola in fretta. Già il primo giorno è un rincorrersi di parole. C’è chi li ha visti quei fogli e chi deve rimettersi al solo racconto dei colleghi. Vengono tolti in un baleno. Scattano le segnalazioni alle forze dell’ordine. Per carità, magari sono il frutto di una bravata. Di una contestazione senza misura. Senza il senso del limite che devono avere le parole e l’uso dei simboli. Perché entrambi dicono ed evocano i messaggi per ciò che sono. Parole e simboli che parlano di violenza. Nel mirino ci sono sempre sindacalisti della Uilm, tre uomini e una donna. Ma nel tempo è stato il turno anche di altri ad essere “colpiti”.

«Chi ha ritoccato quei volantini oltre che rivoluzionario è anche un conservatore perché risalgono al 2007», il segretario provinciale della Uilm Marcello Casati prova a gettare acqua sul fuoco, ma non sottovaluta l’accaduto. «Sono affermazioni ed episodi che fanno parte di quel clima presente in Piaggio che, alla lunga, fa perdere la pazienza anche ai più tranquilli e saggi. Figuriamoci a coloro che invece hanno un carattere impulsivo». E aggiunge: «A chi fa comodo questo clima che sta assumendo aspetti terroristici? Gambizzare, punire con la violenza, sono proprie di un vocabolario terroristico al quale gli italiani hanno pagato un caro prezzo. Persino nei posti di lavoro».

Alza il recinto contro la violenza il segretario provinciale della Fim Claudio Garzotto. «In un clima di aspra divisione si possono creare anche spazi per episodi di questo genere, alla stupidaggine dell’uomo non c’è limite. Insomma se parlo alla pancia e non alla testa e al cuore si crea il terreno fertile per cose di questo tipo. Se tutti abbassiamo i toni e ci improntiamo al dialogo, anche nelle diversità, gli spazi per episodi del genere si chiudono . Non può passare il messaggio che il mio vicino al banco di lavoro è un nemico solo perché è iscritto a un altro sindacato».

Prende le distanze anche il segretario provinciale della Fiom Marcello Franchi. È sua l’organizzazione additata, ma lui non ci sta. «Questi episodi non vanno attribuiti ad alcuna organizzazione sindacale – dice –. Il confronto può essere duro ma mai violento. Non ho mai pensato e sono certo che nella Fiom non ci sono persone di questo tipo. Sono episodi da non banalizzare ma neppure a cui dare un peso superiore a ciò che in realtà rappresentano».

Altro servizio a pag. 10

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