Il Tirreno

Pontedera

«Il risultato del voto fa gioco all’azienda»

«Il risultato del voto fa gioco all’azienda»

L’esito delle urne in Casa della Vespa per il rinnovo della Rsu analizzato dal segretario Uilm Casati

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PONTEDERA. Si dice «deluso dal voto» in Piaggio per il rinnovo della Rsu il segretario provinciale della Uilm Marcello Casati. «Come è avvenuto quando è stata bocciata la piattaforma unitaria per il rinnovo dell’integrativo aziendale nel luglio 2012 anche questa volta i benefici del risultato possono fare gioco alla strategia dell’azienda. Un’azienda che dice di voler parlare con tutti i sindacati, ma alla fine non lo fa con nessuno e si comporta come vuole».

Il sindacalista suona l’allarme. «L’obiettivo della direzione aziendale è quello di indebolire le produzioni nel territorio a vantaggio di investimenti più redditizi nell’Asia. E un sindacato così diviso, com’è quello in Piaggio, con l’aggiunta della preoccupante assenza delle istituzioni sono il massimo che un’azienda si possa augurare per dare seguito a una strategia di questo genere».

A tenere banco è la questione della ripartizione della quota di un terzo dei delegati. Per la Fiom si deve applicare il proporzionale puro, per le altre organizzazioni e anche per la commissione lettorale fa riferimento l’accordo interconfederale del 1993 che riserva quelal quota di delegati ai sindacati firmatari del contratto nazionale di categoria. Si tratta di dieci delegati su trenta e alla Uilm ne spettano 4. «Questo sta causando già da ora delle preoccupanti divisioni, alimentando quel trend che è favorevole all’azienda», sottolinea Casati.

Il sindacalista, per stemperare le divisioni, lancia una provocazione. «Una strada poteva essere quella di prenderci come Uilm i due delegati nella quota dell’1/3 che ci spettano di diritto, perché votati, e congelare gli altri due avanzando alla Fiom una richiesta. Quella di sottoscrivere un protocollo in cui si sancisce il rispetto dell’intesa sulla rappresentanza dello scorso 31 maggio, ma con l’impegno che la Rsu delibera secondo le regole e cioè a maggioranza, con la minoranza dei delegati che ha l’obbligo di rispettare le decisioni». E conclude: «Come Fim e Uilm si può avere comunque la maggioranza nella Rsu ma non serve a niente averla di 2 o 3 tre delegati in più se c’è una parte di quelli della Fiom pronta a sfruttare ogni occasione per lo scontro. Quello che serve è determinare le condizioni per governare il sindacato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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