Sicurezza
Controlli per scovare i furbetti del ticket
Asl 11 e Guardia di Finanza incrociano i dati di migliaia di cittadini. In arrivo le prime sanzioni da 49 a 1.753 euro
EMPOLI. Furbetti e sbadati sono avvertiti: non pagare il ticket oggi può costare molto caro... domani. O meglio, più del doppio. E il giro di vite, voluto dalla Regione e messo in atto da Asl 11 e Guardia di Finanza, sta già dando i primi risultati: sono 53 i verbali di contestazione di false dichiarazioni redatti dalle fiamme gialle che saranno recapitati in questi giorni ad altrettanti cittadini. Una “prova generale”, effettuata spulciando i dati relativi al 2011 e 2012 (ma possono essere estesi agli anni precedenti, fino al 2008), che consentirà all’Azienda sanitaria di recuperare tra 7mila e 10mila euro. Tuttavia si tratta solo dell’inizio. L’Asl infatti ha già messo in cantiere un’altra tranche di 250 accertamenti che saranno effettuati direttamente grazie all’incrocio dei dati sui redditi forniti dal Ministero dell’Economia e delle finanze da coloro che si sono autocertificati per ottenere il rilascio dell’attestato di esenzione nel 2011. Le fiamme gialle di Empoli, Castelfiorentino e San Miniato hanno già svolto diverse decine di accertamenti «e – spiega Gabriele Marconcini, responsabile dei servizi amministrativi per l'erogazione delle prestazioni – proseguiranno fino a completarne alcune centinaia».
Come funziona. Il sistema si basa sull’incrocio delle informazioni contenute in diverse banche dati. L’Asl fornisce le liste degli esenti alle fiamme gialle, che effettua il controllo incrociato col reddito dichiarato. In caso di anomalia, scatta la verifica. Quindi la Finanza ritrasmette la “black-list” all’Azienda che fa un’ulteriore verifica, per assicurarsi che il soggetto in questione non abbia diritto all’esenzione per altri motivi. In caso di conferma dell’incongruenza, viene notificato il verbale. La procedura di recupero crediti prevede l’invio di un avviso bonario, cui segue (in caso di ulteriore mancato pagamento) una raccomandata di intimazione al pagamento con addebito delle spese di notifica. Se anche questo tentativo va a vuoto, l’Asl passa la palla a Equitalia per il recupero coatto.
Caro ticket. Gli importi variano a seconda del numero e del valore delle prestazioni fruite in un anno. Le ammende per i primi 53 “evasori” partono da 49 euro (18,60 euro di ticket non pagato, altrettanto di sanzione, 7,20 per il recupero delle spese di notifica e 5 euro per le spese amministrative) e arrivano fino a 1.753,20 euro (870 euro di ticket non pagato per varie prestazioni, più sanzione e spese).
Bastone e carota. «Siamo consapevoli che la materia-ticket – spiega il direttore generale dell’Asl 11, Monica Piovi – è complessa e può indurre i cittadini a fare degli errori. Il nostro intento non è quello di fare le multe, ma dobbiamo assicurarci che il ticket venga pagato da tutti coloro che non sono esenti. Per questo invitiamo gli utenti a prestare la massima attenzione».
Quanti controlli. Ogni Azienda, con le nuove linee di indirizzo regionali, è tenuta a svolgere un controllo delle autocertificazioni non inferiore al 15% delle stesse per quanto riguarda le esenzioni per età e reddito o condizione economica; non inferiore al 30% delle stesse per quanto riguarda le fasce economiche di appartenenza dichiarate per il ticket aggiuntivo regionale sulle prestazioni specialistiche; su tutte le dichiarazioni rese per quanto riguarda il ticket per l’assistenza farmaceutica e il contributo di digitalizzazione. I controlli autonomi dell'azienda verranno eseguiti sul 15% (circa 2.700) di 18mila persone rientranti nella fascia di esenzione ticket (minori di sei anni, maggiori di 65, in una famiglia con un reddito lordo superiore a 36.251,98 euro) che si sono autocertificate e non rientrano nel database nazionale Sogei, quello dove confluiscono tutte le dichiarazioni dei redditi. La fascia di esenzione interessa 48mila abitanti sui 240mila dell'area Asl 11 ma di questi 30mila sono “schedati” all'interno del sistema Sogei.
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