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Dietrofront: il tetraplegico resta ricoverato

Dietrofront: il tetraplegico resta ricoverato

SANTA MARIA A MONTE. Nessuna dimissione. Il paziente rimane in ospedale per essere seguito costantemente. La buona notizia arriva nel primo pomeriggio, dopo poche ore dalla pubblicazione sulle...

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SANTA MARIA A MONTE. Nessuna dimissione. Il paziente rimane in ospedale per essere seguito costantemente.

La buona notizia arriva nel primo pomeriggio, dopo poche ore dalla pubblicazione sulle colonne del nostro giornale della storia di un 67enne, residente nel comune di Santa Maria a Monte, rimasto completamente paralizzato (braccia, gambe e muscoli per la deglutizione) dopo un incidente stradale con lo scooter avvenuto il 7 aprile scorso a Montecalvoli. L’uomo, che necessita quotidianamente di particolari e impegnative cure riabilitative, relative soprattutto alla respirazione, attualmente non autonoma, è ricoverato nel centro specializzato per lesioni midollari dell’ospedale Montecatone a Imola. I familiari, con in testa la moglie e i figli, avevano però presentato delle diffide allo stesso ospedale emiliano e alla Asl 5 di Pontedera dopo aver appreso la decisione di dimettere il paziente e trasferirlo, solamente per una decina di giorni, alla rsa Leoncini di Pontedera, per poi essere riportato a casa. La famiglia si è infuriata, sia con la struttura imolese che con l’Asl pontederese, accusata di aver predisposto un’alternativa non adeguatamente attrezzata.

Dal Montecatone, ieri mattina, c’è stata però la marcia indietro da parte dei dirigenti sanitari: la dimissione del paziente, inizialmente prevista per stamani, è stata rinviata a data da destinarsi. Una decisione - ci è stato riferito - presa di concerto con l’Azienda sanitaria locale di Pontedera.

Nel frattempo, sempre ieri mattina i figli dell’uomo rimasto completamente paralizzato dopo l’incidente sono stati ricevuti in Comune a Santa Maria a Monte dal vice sindaco con la delega al sociale Manuela Del Grande, la quale si è fatta spiegare nei dettagli la vicenda-odissea dell’uomo. «La signora Del Grande – ci ha detto la figlia – è stata disponibilissima e si è attivata immediatamente cercando di risolvere la questione e cercando di far capire a chi di dovere l’entità della situazione di emergenza che riguarda nostro padre, il quale, in queste condizioni, non può essere né “posteggiato” in una casa di riposo come la Leoncini né messo definitivamente a casa».

Del Grande, a quanto appreso, si è già rapportata anche alla Società della Salute della Valdera.(crimar)

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