Lutto
Schermaglie nel fronte del “No” per l’udienza rinviata
CASTELFRANCO DISOTTO. Cortocircuito all’ombra del pirogassificatore. Nel fronte del no saltano gli equilibri e crescono i sospetti. Protestano Comune di Castelfranco di Sotto e Comitato...
CASTELFRANCO DISOTTO. Cortocircuito all’ombra del pirogassificatore. Nel fronte del no saltano gli equilibri e crescono i sospetti. Protestano Comune di Castelfranco di Sotto e Comitato Antinquinamento. Nel mirino l’esercizio dello sciopero da parte dell’avvocato Giancarlo Altavilla che ha la rappresentanza di Rifondazione e di 24 cittadini. Una protesta che ha l’effetto di far slittare in avanti di mesi il pronunciamento del Consiglio di Stato sul futuro dell’impianto realizzato da Waste Recycling a Castelfranco di Sotto.
L’amministrazione comunale castelfranchese non ha dubbi. «Il rinvio della sentenza a una data molto lontana nel tempo rischia di esporre la vicenda a nuovi colpi di mano a danno del territorio e delle comunità locali. Ci chiediamo se sia un gesto premeditato per procrastinare la vicenda e prolungare così polemiche e strumentalizzazioni politiche o se sia solo un segno di disinteresse nei confronti di una causa che vede coinvolto un intero territorio: in ogni caso, siamo di fronte ad un gesto che denota scarsa responsabilità».
Non ci sta Luca Scarselli, della sezione Inquilini del Valdarno Inferiore che Codice deontologico degli avvocati alla mano ricorda che il legale «è stato costretto ad astenersi, perché aveva già aderito allo sciopero nelle giornate precedenti». E aggiunge: «Il comportamento nel nostro legale era un atto semplicemente dovuto». Scarselli non fa sconti al Comune e parla di accuse «basse e infamanti, contro chi da tre anni, per mero volontariato, si impegna in questa questione».
L’amarezza del rinvio al 28 gennaio 2014 dell’udienza è visto come il fumo negli occhi anche dalla presidente del Comitato antinquinamento, Aurora Rossi. «Non vogliamo mettere in discussione la professionalità dell’avvocato Altavilla ma, dopo oltre tre anni di lotta, una mobilitazione di migliaia di persone, dopo aver messo in crisi il comune di Castelfranco, dopo un percorso partecipativo, dopo la guerra politica fra i quattro comuni del comprensorio del cuoio, la provincia di Pisa e il governatore della Toscana Enrico Rossi, per non menzionare i sacrifici fatti da parte di cittadini comuni ed in particolare dal Comitato antinquinamento, dobbiamo dire che si poteva soprassedere a questo sciopero, anche se importante, per porre fine ad una storia estenuante».
Manolo Morandini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google