Il Tirreno

Pontedera

Ciaponi sarà il timoniere della neonata Unione

di Giacomo Pelfer
Ciaponi sarà il timoniere della neonata Unione

Trova nuove conferme l’incarico di presidente a tempo al sindaco di S. Croce Cresce l’ipotesi di una sede a San Miniato, presso i Loggiati di San Domenico

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Toccherà probabilmente a Osvaldo Ciaponi il ruolo di presidente provvisorio dell’Unione dei Comuni del Valdarno. Una notizia attesa, che dovrebbe essere ratificata a settembre con il via libera all’atto costitutivo e allo Statuto dell’Unione. Al primo cittadino di Santa Croce andrà quindi il compito di “traghettare” in porto la nascita del nuovo ente, con un incarico fissato in un massimo di 90 giorni, entro il quale si dovrà arrivare alla scelta di un presidente effettivo. Ruolo che sarà poi ricoperto a rotazione da uno dei quattro sindaci del Valdarno, che insieme comporranno la giunta dell’Unione. Un organismo che dovrà avere anche una propria sede legale, una sorta di “capoluogo” dell’Unione. L’idea più accreditata per adesso è quella di San Miniato, dove l’amministrazione si è resa disponibile a mettere a disposizione alcuni locali: si parla in particolare degli spazi presso i loggiati di San Domenico, che diventerebbero così il “cuore politico” del Valdarno.

A seconda delle necessità le sedute degli organi collegiali dell’Unione potranno essere portate negli altri Comuni. Assieme alla giunta, infatti, il nuovo ente sarà guidato da un consiglio di 23 membri, scelti fra le maggioranze e le minoranze elette nei quattro consigli comunali. Ed è questo uno dei punti che lasciano più perplessi i movimenti e le forze politiche esterne al Pd. La paura, cioè, di un ente di secondo grado i cui rappresentanti non potranno essere votati in forma diretta, ma dove allo stesso tempo si concentreranno tutte le scelte decisive di assetto e sviluppo del territorio.

«Non siamo contrari all’Unione o ad altre forme di associazione – spiegano dal movimento 5 Stelle –, ma vorremo che fosse costruita con il massimo rispetto della democrazia. Di fatto, invece, i Comuni verranno svuotati della loro sovranità e con essa diminuirà la forza delle opposizioni: il potere politico si allontanerà dai cittadini. E non vogliamo immaginare cosa accadrebbe se una forza politica avversa conquistasse uno dei Comuni dell’Unione, Santa Maria a Monte docet».

L’accusa è di un’operazione «nata in puro stile Pd – aggiungono – con un regolamento fatto nel più assoluto riserbo. Vogliamo sperare che esista una sorta di “business plan” che evidenzi i vantaggi concreti dell’operazione, permettendo un riscontro reale e progressivo di verifica “in corso d’opera”. Ci auguriamo anche che si apra al più presto un confronto con i cittadini, dato che ormai i giochi sembrano fatti».

«Abbiamo avvertito la necessità di potenziare la rappresentatività di questo territorio – dice Osvaldo Ciaponi –. Rappresentatività che non può essere tutelata con l’attuale frammentazione. È questa l’idea di base dell’Unione, che non è comunque propedeutica a una fusione. I Comuni resteranno, e con essi tutti gli organi di partecipazione e le varie forme di elezione. Le istanze dei singoli Comuni saranno recepite all’interno dell’Unione attraverso i vari rappresentanti. Il risultato sarà una rappresentatività indiretta, ma che è pur sempre frutto di quella elettiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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