Il Tirreno

Pontedera

Capossela a Cenaia apre il Primo ballo

di Francesca Suggi
Capossela a Cenaia apre il Primo ballo

Insieme alla Banda della Posta il cantautore inaugura il festival Collinarea. Sul palco anche Bobo Rondelli

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LARI. Pop all’ennesima potenza. Il popolare cantautore dell’Irpinia Vinicio Capossela apre le danze e l’altro re del folclore musicale labronico, Bobo Rondelli le chiude. Non è il balletto di San Vito, ma “Il Primo ballo” del festival Collinarea che venerdì 19 luglio inaugura una quindicesima edizione in netta controtendenza rispetto alla crisi generale. I finanziamenti crescono, di spettacoli tra teatro e musica ce sono ben una trentina su tre comuni differenti della Provincia di Pisa.

«Tutto nasce dalle persone e dalle collaborazioni che si creano quando si incontrano soggetti che coltivano veramente la loro passione, in questo caso il teatro, con vocazione, volontà e spirito: questo progetto ideato 15 anni fa porta anche il nome di un caro amico, Luigi, che lo scorso anno ha deciso di lasciarci e lo dedichiamo a lui», esordisce Loris Seghizzi, patron di Scenica Frammenti e demiurgo del festival. Un altro sottotitolo della kermesse, se un altro ce ne fosse stato, sarebbe dedicato all’amicizia: parola di Seghizzi. Così, dopo il tutto esaurito di Capossela dello scorso anno, il cantante di Calitri è voluto tornare in Valdera «luogo di ispirazioni», come l’ha definita. Ma questa volta è un ritorno che sa di corpo e pane della comunità. La sua, quella del paesello anni ’ 50, dove gli “ziti” (così si chiamano i novelli sposi e la pasta) erano accolti dalla comunità a suon di mazurche, polke, tango, tarantella.Quelle che Capossela riproporrà insieme alla Banda della posta, nella tenuta di Torre a Cenaia a Crespina, per la prima tappa del nuovo tour (ore 22.15).

«Collaborare significa ritrovare l’energia delle origini che troppo spesso si perde nella quotidianità», continua Roberto Bacci direttore artistico della Fondazione Pontedera Teatro che affianca l’organizzazione. La prova tangibile è la triplice partecipazione di alcuni comuni del territorio, primo tra tutti Lari dove il festival è nato. «Perché un comune investe in cultura in questi momenti? Se abbandoniamo i progetti artistici, quando usciremo dalla crisi non avremo più niente, senza contare l’enorme promozione turistica», sottolinea il sindaco di Lari Mirko Terreni. Insieme a Lari, anche Ponsacco e Crespina diventano palchi della rassegna. Tra i protagonisti ci sarà il Teatro Minimo di Andria con l’anteprima nazionale del Guaritore, testo di Michele Santeramo (20, 21 luglio, alle 19.15, Teatro di Lari); Carullo Minasi con Conferenza tragicheffimera sui concetti ingannevoli dell’arte (20 luglio, alle 21.15, Castello di Lari). Tanti gli appuntamenti, che si conludono domenica 28 luglio dalle 20 con Inarea, dove Bobo Rondelli presenta A famous local singer. «Condivido il sottotitolo della rassegna genius loci – chiude l’assessore alla cultura della Provincia,Silvia Pagnin – per sottolineare la forte identità del borgo di Lari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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