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Emissioni sotto controllo, a un passo dalla firma

Emissioni sotto controllo, a un passo dalla firma

Vicina a chiudersi la lunga trattativa del nuovo protocollo di telerilevamento Dentro anche il contestato biogas e l’impianto della Waste Recycling

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SAN MINIATO. Dovrebbe essere a un passo la firma definitiva per il nuovo protocollo del telerilevamento, il servizio di controllo delle emissioni fra gli impianti e le aziende del comprensorio del Cuoio. Controlli ai quali dovrebbero aderire anche il contestato biogas di San Donato e la Waste Recycling di Castelfranco per il proprio impianto di depurazione. Un accordo rivisto e aggiornato rispetto a quello sottoscritto fra le polemiche nell’ottobre 2011, e che dovrebbe chiudere la lunga trattativa che dal 2009 ha visto impegnati Arpat, Regione, Provincia e i 6 comuni del Valdarno Inferiore. Ad annunciarlo, alla Festa Democratica è stato il vicesindaco di S. Croce con delega all’ambiente Giulia Deidda.

«Stiamo per sottoscrivere il nuovo protocollo – ha detto – insieme all’Arpat, alla Regione, alla Provincia e alle dieci aziende del comprensorio che hanno deciso di aderire. Tutti i dettagli saranno annunciati al momento della firma. Sarà un ottimo strumento nel partita della prevenzione». Nato negli anni delle grandi proteste per le maleodoranze, il servizio di telerilevamento è stato condotto fino a pochi anni fa dall’Arpat di San Romano insieme ad una serie di impianti e aziende collegati. Una situazione modificata dal 2009 con la nuova legge regionale di riordino Arpat, che ha inserito il telerilevamento fra le “attività non obbligatorie”, quindi delegate alle risorse di enti pubblici e all’adesione volontaria di privati.

Da qui la paura di un depotenziamento per l’Arpat di San Romano, crescita nel 2011 con l’ulteriore taglio di personale, nonché per il riordino delle attività di controllo affidato a dipartimenti Arpat esterni al territorio. Un quadro complesso, che fino all’ultimo non ha convinto a pieno molti dei Comuni, spaventati dall’idea di perdere l’efficacia preventiva del servizio. L’accordo raggiunto nel 2011 aveva comunque fissato le linee generali: la Regione metteva disposizione 80mila euro l’anno per il telerilevamento, in aggiunta ai 30mila che sarebbero dovuti arrivare dai Comuni e altri 90mila dalle aziende aderenti. Il tutto in attesa di una verifica sul servizio fissata a giugno 2012. Verifica mai effettuata per il ritardo dei Comuni nel versamento delle risorse richieste, con tanto di polemica fra l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini e il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi. «Un problema che ormai è stato ampiamente superato – dice Deidda – Da allora abbiamo ripreso in mano l’accordo per ristudiarlo, aggiornarlo e approfondirlo da un punto di vista tecnico. È stato redatto un apposito disciplinare. Un confronto positivo, che si è sviluppato attraverso una serie di incontri con Arpat, Regione, Provincia e le aziende aderenti. Al momento della firma spiegheremo tutti i dettagli».

Giacomo Pelfer

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