Il dolore
In vendita le dimore di nobili e principi
Crespina, sul mercato alcune di quelle ville storiche riprese anche dai Macchiaioli C’è chi tenta di stuzzicare gli appetiti di possibili compratori del Far East
CRESPINA. L’aristocrazia pisana, livornese e non solo ne aveva fatto il buen ritiro chic di campagna. Dimore storiche e tenute di caccia dove spesso soggiornavano i maestri dell’Ottocento italiano, da Giovanni Fattori a Silvestro Lega. Per non parlare di quegli affreschi griffati Tempesti che impreziosiscono saloni e soffitti. Ecco che, a distanza di anni, buona parte di quelle mura dal sangue blù che ospitarono anche il granduca di Toscana, Leopoldo II,tutte concentrate nel Comune du Crespina, sono in vendita. Un’eredità importante che a colpi di milioni, sul mercato vale anche un passato dal valore inestimabile come accade per la leggendaria villa di Valdisonzi dove, addirittura nel 1842, il professore Matteucci fece il primo esperimento di trasmissione telegrafica in Toscana. Un passato che, in questo caso, viene conquistato niente meno che da un imprenditore francese che proprio in questi giorni sta risistemando quelle mura costruite nel XVI secolo dalla famiglia Berzighelli, ampliate verso la fine del Settecento, con un parco romantico di oltre 7 ettari nato per volontà di Luisa Scotto, principessa Corsini.
«Nel 2004 era diventata una sorta di bed and breakfast ma non ha mai funzionato molto», racconta il sindaco Thomas D’Addona. Il primo cittadino ha già incontrato il nuovo acquirente, un imprenditore francese che vive a Londra. «Ne farà la sua base in Toscana, si è mostrato molto disponibile a concedere l’utilizzo magari del parco per iniziative pubbliche». Nella dimora anche una chiesina e una sorta di finto fortilizio, anche lui progettato da Alessandro della Gherardesca. Nel giardino sono disposti un obelisco in stile egizio, colonne e finte rovine, ed una serra affrescata con prospettiva trompe l’oleil. C’è lo zampino di un’altra nobile famiglia pisana, quella dei Lanfranchi nella costruzione del gioiello di Villa il Poggio, lungo la strada principale che collega Cenaia a Crespina. Praticamente tutto il crinale della collina, oggi di proprietà di una famiglia fiorentina, discendente diretta dei fondatori della storica società Manetti e Roberts - quella del borotalco - , insieme al "casermone" è sul mercato.
Ne parla pure il Mariti nel suo Odeporico di questa struttura, con tanto di oratorio dedicato a San Francesco di Assisi, disegnato da Michelangelo Buonarroti. “E la nobil casa Lanfranchi conserva il disegno originale del clebre autore”, si legge. «Ho sentito dire che inizialmente chiedevano 9 milioni di euro per tutte le proprietà, sembra ci sia gente interessata a farne un resort», continua D’Addona.
E tra quei fiabeschi tesori del tempo che fu, c’è pure la dimora natale dell’esploratore Leopoldo Ori. Per villa Pappalardo un mercato immobiliare che tenta di conquistare l’oriente (www.vendereaicinesi.it) al costo di 1 milione di euro.
Dall'Ottocento ad oggi storie di vita vissuta, leggende e aneddoti caratterizzano quelle mura abitate fino a tre anni fa dai genitori di Claudio Salfati, attuale proprietario che vive a Livorno e che da tempo sta cercando di vendere la villa. «Negli anni la villa è stata anche comando inglese e tedesco, io là dentro ho abitato per quattro anni e le suggestioni sono tante», racconta lui che spesso torna a far visita a quelle mura che profumano di arte firmata Tempesti.
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