Sicurezza
«Il nostro futuro sarà in Italia»
Prospettiva comune per i due cervelloni usciti dal liceo Marconi
SAN MINIATO. Altro che fuga all’estero. I migliori del comprensorio si immaginano in Italia, in un paese che sia capace di offrire buone strade a chi se lo merita. È la visione che accomuna i due centisti con lode del Marconi, Matteo Tempesti e Gabriele Nardi, entrambi con le idee quasi definitive sulla scelta per l’università, e tutti e due approdati al liceo praticamente in corsa.
Aveva iniziato all’Iti di Empoli, cinque anni fa, il castelfranchese Tempesti, seguendo la passione per l’informatica. «Dopo la prima settimana ho scelto di cambiare – racconta –. Ho capito che quello non era l’ambiente ideale per avere gli stimoli giusti nello studio. Al liceo ho trovato subito un metodo e un approccio diverso, in un ambiente tranquillo dove si lavora molto bene».
Già proiettato verso la facoltà di Ingegneria a Pisa, Matteo sceglierà fra gli indirizzi di meccanica o chimica: «Perché quella per i motori è sempre stata una passione – spiega –, ma anche la chimica mi è subito piaciuta. Adesso mi prenderò qualche settimana per decidere». In un futuro lavorativo, però, la scelta è tutta per l’Italia: «Perché è sbagliato – dice – dare per scontato che questo paese non possa offrire opportunità: dobbiamo essere noi, per primi, a credere in una nazione che sappia valorizzare chi si sempre è impegnato e chi se lo merita».
Qualche settimana di vacanza, invece, per Gabriele Nardi di Fucecchio, prima di rigettarsi nello studio in vista del test di ingresso per Medicina. Una scelta che arriva dopo un percorso di studio iniziato al liceo scientifico di Fucecchio, poi approdato a San Donato dal triennio.
«Eravamo rimasti in pochi per proseguire l’indirizzo di informatica – racconta Gabriele –, così dalla terza ho scelto di spostarmi a San Miniato. In generale mi sono sempre piaciute le materie scientifiche, anche se non ho particolari preferenze». Alla fine, il 100 e lode è sempre stato «un risultato desiderato ma certo non atteso», sottolinea. Un risultato ottenuto nonostante gli impegni, a cominciare dalla pallavolo, come giocatore della Folgore di San Miniato. «Non ho mai avuto difficoltà – dice Gabriele Nardi – a conciliare lo studio con l’attività sportiva». Uno studio che adesso tenterà la strada di Medicina, «magari a chirurgia – spiega –. Mi piacerebbe restare in Italia esercitando la professione medica. Per il futuro, però, non escludo niente, neppure la ricerca, anche se in quel caso le opportunità nel nostro paese si restringono». (g.p.)
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