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Al voto in sette su dieci in testa c’è la lista Fiom

Al voto in sette su dieci in testa c’è la lista Fiom

PONTEDERA. Sette su dieci. Sfiora il 67% la percentuale dei lavoratori Piaggio che hanno scelto di votare per il rinnovo del loro parlamentino sindacale. Trenta i componenti della Rsu che usciranno...

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PONTEDERA. Sette su dieci. Sfiora il 67% la percentuale dei lavoratori Piaggio che hanno scelto di votare per il rinnovo del loro parlamentino sindacale. Trenta i componenti della Rsu che usciranno in parte dalle urne: 20 eletti direttamente da operai e impiegati, mentre dieci saranno nominati dalle federazioni dei sindacati, ripartiti secondo il peso che sarà loro attribuito dalle preferenze raccolte. A scrutinio in corso, a tarda sera, indiscrezioni davano in testa la Fiom, ma non se ne conoscono i margini.

Sono 2.875 gli aventi diritto al voto in Casa della Vespa, a fronte di 1.915 votanti per una partecipazione che si attesta al 66,7% rispetto al 66,4% del 2010. Nel dettaglio per il collegio operai si sono presentati alle urne in 1.593, ovvero il 79% degli aventi diritto (erano l’82,3% nel 2010). Mentre nel collegio impiegati hanno votato in 322, pari al 37% contro il 41,2% di tre anni fa.

«Ho più volte rinnovato l’appello ad andare a votare perché siamo in una fase importante della vita dell’azienda. Colaninno ha annunciato che rivedrà il piano strategico e il voto per il sindacato è un’occasione per prepararsi a rispondere e ritrovare unità – afferma Marcello Casati, segretario rovinciale della Uilm –.L’azienda tende a tenere divisi gli operai dagli impiegati, dando loro l’impressione che abbiano interessi diversi, mentre invece sono tutti dentro alla stessa realtà».

La partecipazione al voto per il segretario territoriale della Cisl Gabriello Cima: «È stata abbastanza alta». E aggiunge: «Dobbiamo considerare che dal numero degli aventi diritto si deve togliere un 10% circa di lavoratori assenti. Insomma, non rilevo segnali di disaffezione al voto. Nel caso degli impiegati c’è da tenere anche conto che tra il 20 e il 30% sono a casa per gli effetti del contratto di solidarietà, perciò l’affluenza è da considerare buona. Rispetto agli aventi diritto i presenti al voto sono in numero inferiore». Una nota polemica verso l’azienda. «Ci hanno comunicato il solo dato degli aventi diritto al voto – sottolinea Cima –, attenendosi agli accordi interconfederali, mentre in passato ci davano anche quello della media dei presenti nello stabilimento sui tre giorni di voto».

Plaude alla partecipazione al voto anche il segretario provinciale della Fiom Marcello Franchi. «Rispetto al 2010 c’è stata una leggera flessione, ma siamo sempre su percentuali di partecipazione importanti – afferma Franchi, –. Un dato da leggere in positivo vista la generale disaffezione al voto che si è registrata in contesti importanti».

La tre giorni di voto si è conclusa ieri alle 14. Nessun imprevisto e clima tranquillo dall’inizio della settimana, anche se restano le divisioni sui criteri per la ripartizione dei delegati. Da una parte la Fiom e dall’altra Fim, Uilm e Uglm.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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