Sicurezza
Una cava a Bucciano per il Tar si può fare
San Miniato, i giudici amministrativi bocciano Provincia e Comune La presenza del tartufo è un vincolo solo se ne è provata la raccolta
SAN MINIATO. Un nuovo fronte di cava. Nel cuore della Valle del Chiecina, in località Bucciano. A tremare è la sponda sanminiatese della vallata, dopo la battaglia del Comitato No cave che da oltre un anno interessa il versante di Palaia, dove insistono le previsioni di tre siti di coltivazione di sabbia e ghiaia. Ad aprire una possibilità all’attività estrattiva è la sentenza del Tar della Toscana con cui è stato accolto il ricorso della proprietà dei terreni.
Annullata dai giudici amministrativi la delibera della Provincia di Pisa che ha varato il Piano delle attività estrattive nella parte che interessa il sito di Bucciano, che insiste a 550 metri di distanza dall’omonimo abitato. I giudici non fanno sconti, parlano apertamente di “delibera irragionevole”. E dispongono l’annullamento per consentire un nuovo iter e il pronunciamento della Provincia sulla scorta dei dati di fatto di cui “il ricorrente ha dato quanto meno un principio di prova”.
La colpa della Provincia è quella di aver accolto l’osservazione del Comune di San Miniato con cui quei terreni, inizialmente inseriti nel progetto di Piano delle attività estrattive, sono stati esclusi perché ricadenti in un’area a vocazione tartufigena. I giudici contestano la violazione del principio di proporzionalità. “L’interesse del privato a uno sfruttamento economico lecito attraverso un’attività estrattiva è sacrificato in modo irragionevole per la estensione del divieto di modificazioni del territorio non legato a un’effettiva esigenza di tutelare le aree di effettiva produzione del tartufo”. Tradotto, il Comune ha commesso un eccesso di zelo perché invece di fare una puntuale ricognizione del territorio per individuare in modo puntuale le aree di effettiva produzione del tartufo ha vincolato tutte le aree agricole. Insomma un vincolo generale che di fatto si è trasformato in un boomerang.
Nella valle del Chiecina, terra di confine tra San Miniato e Palaia, le cave sono un tema caldo. Per scongiurarne l’apertura è stato costituito un Comitato, è stata lanciata una petizione a cui hanno aderito tra gli altri il Nobel Dario Fo e i fratelli registi Paolo e Vittorio Taviani. Ma anche il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e il suo assessore al Turismo Giacomo Gozzini. All’orizzonte il Pd sanminiatese ha lanciato anche la proposta di fare dell’area un parco naturale. Quel che è certo per il fronte del no è che oltre alla tutela del tubero ci sono le questioni del paesaggio, dell’ambiente e delle attività agrituristiche che in questi anni si sono insediate nella valle.
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