La manifestazione
In vendita il mega centro turistico
Montecatini, è l’unico hotel del borgo con ristorante e piscine: il prezzo ribassa ma nessuno si presenta
MONTECATINI. È il principale centro turistico di Montecatini, immerso in uno degli scenari più suggestivi dell’intera Valdicecina, eppure da qui a tre mesi rischia di sparire. Si tratta del complesso immobiliare La Miniera, operante da anni nell’omonima frazione montecatinese con attività di ristorazione e affittacamere: la sentenza del tribunale di Firenze in data 31 marzo lo ha messo definitivamente in liquidazione. Il dottor Carlo Marcello Scarfì, liquidatore e incaricato di valutare le offerte di eventuali compratori, in queste settimane sta cercando di trovare un acquirente, anche se il costo dell’operazione non è certo alla portata di tutti.
Dopo una richiesta iniziale di 1.690.000 euro, il prezzo è già sceso a 1.350.000, ma la sensazione è che per arrivare a un accordo le cifre debbano abbassarsi ulteriormente.
«Siamo in contatto con il dottor Scarfì – spiega Stefania Falchi, che da sedici anni gestisce il ristorante del complesso – ma a oggi ancora nessuno è passato a visionare i locali per un eventuale acquisto. Naturalmente della vendita non ci occupiamo noi, il nostro compito è quello di mandare avanti l’attività anche in questa fase di transizione, ma speriamo di riuscire a concludere quanto prima questo processo, perché perdere una realtà del genere sarebbe un vero peccato per tutto il territorio».
Un ristorante con 80 posti, una struttura ricettiva con 18 posti costituita da sei camere e quattro appartamenti, un lago per pesca sportiva e cinque autorimesse. Una realtà importante, proprio a un passo dalle antiche miniere, che offre lavoro anche a quattro dipendenti. La prima scadenza, per quanto riguarda le offerte d’acquisto, scadeva il 30 giugno, ma il termine è stato spostato al 30 settembre. «Siamo l’unico albergo di Montecatini – conclude la Falchi – e il più grande dei tre ristoranti del paese. La Miniera è in pratica la realtà che rende ancora vivo il paese, e purtroppo rischia di sparire. Personalmente ho un contratto per altri nove anni, quindi non ho particolari preoccupazioni: quello che mi dispiacerebbe di più sarebbe perdere questo piccolo gioiello, che anche in questo momento nonostante le difficoltà sta andando avanti con discreti risultati. C’è ancora tempo per sperare in una soluzione positiva, che è quello che tutti qui si augurano».
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