Bulli all’Orto di S. Matteo 60 famiglie in “ostaggio”
Castelfranco di Sotto, consegnata una petizione a Comune e carabinieri Offese anche al parroco. Don Ernesto Testi: «Sono ragazzi figli di nessuno»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Famiglie assediate da un pallone e dall’inciviltà. Urla e schiamazzi notturni, danni alle auto e alle strutture, comportamenti sopra le righe, con tanto di minacce e ritorsioni contro chiunque si azzardi a protestare. Atteggiamenti da bulletti di periferia, che imperversano nel pieno centro di Castelfranco. Un gruppo di ragazzetti in età da scuola media che da qualche tempo hanno scelto i giardini dell’Orto di San Matteo come punto di ritrovo per uno svago che diventa esasperazione. Quella delle famiglie residenti di fronte ai giardini e nelle strade vicine, che recentemente hanno deciso di organizzarsi con una petizione, con tanto di lettera consegnata in Comune e ai Carabinieri.
Circa 60 le famiglie firmatarie, «per un problema – dicono – esistente da qualche anno, mai risolto e divenuto ormai insostenibile». Questione che si riaccende con le prime serate di caldo estivo, quando tenere la finestra aperta diventa davvero un problema. Già dal primo pomeriggio, la colonna sonora della giornata diventano «le urla, le bestemmie – si legge nella lettera – per non parlare dello spavento causato dalle frequenti frenate delle auto, che all’improvviso si vedono sbucare pallone e ragazzi. E poi i continui colpi alle vetrate, alle luci e alle piante dei giardini». Pallonate che hanno provocato anche danni, sia alle strutture pubbliche che alle auto parcheggiate in piazza.
«Auto prese di mira dai palloni e perfino dai salti che i ragazzi fanno sui cofani, ballando e sbeffeggiandoci senza paura. E poi i tanti casi di persone che si sono beccate una pallonata in testa mentre erano a passeggio o sedute sulla panchina». Il tutto nonostante il divieto di giocare a pallone.
«Ci chiediamo qual è l’istituzione che deve far rispettare i divieti. Perché non possiamo contare sui vigili per sentirci tutelati da chi offende la legge e le persone?».
A far saltare i nervi ai residenti, però, è prima di tutto l’atteggiamento di arroganza e insolenza tenuto dai ragazzi: «Se ti affacci e brontoli volano subito offese e minacce. Poi, al mattino, ti ritrovi come promesso con l’auto graffiata». O addirittura con danni peggiori, coma la signora che si è ritrovata con il serbatoio del camper letteralmente segato in due, per non parlare degli sgradevoli “regali” lasciati una volta sulla soglia di qualche abitazione. «Qualche giorno fa una signora è stata minacciata di essere bruciata».
Accolto dalle offese anche il parroco don Ernesto Testi, che aveva cercato di parlare con i ragazzi e che si è ritrovato con il furgone bersagliato dalle pallonate. «Il furgone ormai era già malconcio – dice –. Il problema piuttosto è che questi ragazzi sono figli di nessuno. Siamo stati giovani tutti e giocare a pallone è un diritto, purché avvenga nel rispetto degli altri. L’unica cosa da fare è provare a sensibilizzare le famiglie, non tanto per noi, ma anche e soprattutto per gli stessi ragazzi, per educarli al rispetto».
Tra i firmatari della petizione qualcuno non esclude neppure la possibilità di una denuncia per omessa custodia di minori nei confronti delle famiglie. «Perché non è giusto che dei prepotenti tengano in pugno un intero quartiere. Ci sono persone che non possono andare in vacanza, e hanno tutto il diritto di stare sereni, e non prigionieri in casa con le finestre chiuse».
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