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Tre giorni di voto per scegliere la Rsu tra sindacati divisi

Tre giorni di voto per scegliere la Rsu tra sindacati divisi

PONTEDERA. Primo voto sotto quota tremila addetti. Urne aperte dalle 11 di questa mattina alla Piaggio. Per il rinnovo della Rsu sono chiamati ai seggi gli operai e gli impiegati per eleggere i...

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PONTEDERA. Primo voto sotto quota tremila addetti. Urne aperte dalle 11 di questa mattina alla Piaggio. Per il rinnovo della Rsu sono chiamati ai seggi gli operai e gli impiegati per eleggere i rispettivi rappresentanti sindacali.

All’interno dello stabilimento sono allestiti otto seggi, distribuiti in corrispondenza delle quattro portinerie. Postazioni di voto che però nella pausa pranzo verranno posizionate alle mense. Tre le giornate di voto, da oggi a mercoledì alle 14. A seguire, salvo imprevisti o contestazioni, dovrebbe essere fatto lo spoglio.

Rispetto alla passata tornata elettorale i delegati da eleggere sono trenta, ovvero tre in meno. Un numero che è fisssato sulla base degli aventi diritto al voto: il totale dei dipendenti.

Al di là dei risultati che usciranno dalle urne per le quattro liste in corsa, Fiom, Fim, Uilm e Uglm, c’è un dato indispensabile per la validità della tornata elettorale: a recarsi alle urne deve essere in 50% più uno degli aventi diritto.

Tre i collegi: operai, impiegati e rappresentanti della sicurezza (Rls). Perciò, a ciascun lavoratore che si recherà al seggio verranno consegnate due schede: una in base al collegio di appartenenza e l’altra, unica per operai e impiegati, per l’elezione degli Rls.

I rappresentanti della sicurezza da eleggere sono sei. Mentre per la Rsu, il parlamentino sindacale, si tratta di venti delegati con il meccanismo del voto e di dieci con la nomina delle segreterie provinciali sulla base delle percentuali di consenso ottenuti dalle liste. Ed è su questo punto che la tornata elettorale si annuncia infuocata. E potrebbe dare il via a ricorsi e contestazioni.

A sbarrare la porta alle pretese Fiom è la scelta delle segreterie Fim, Uilm e Uglm di far valere la regola dell’accordo interconfederale del 1993, che impedisce a chi non firma i contratti nazionali di categoria di accedere alla ripartizione proporzionale dei seggi. Regola che la Commissione elettorale costituita per amministrare e disciplinare le operazioni di voto ha deciso di applicare, anche se la decisione è passata a maggioranza.

Nelle precedenti tornate di voto in Piaggio la Fiom ha partecipato alla ripartizione dell’1/3 dei delegati, nonostante non fosse tra i sindacati firmatari del contratto nazionale di categoria. Oltre ai precedenti all’interno della Casa della Vespa per la segreteria provinciale dei metalmeccanici aderenti a Cgil c’è da tenere conto che lo scorso 31 maggio Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno siglato un accordo interconfederale che stabilisce il criterio della ripartizione proporzionale dei delegati tra i sindacati presenti in uno stabilimento. E anche del recente pronunciamento della Corte costituzionale in merito alla possibilità di costituzione delle rappresentanze sindacali ai soli sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali.

Manolo Morandini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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