Sicurezza
Si offrono per le pulizie ma nessuno chiama più
La crisi penalizza pure l’esercito di chi cerca un impiego con annunci nei negozi «Un tempo venivo contattata subito, adesso in un mese neppure una telefonata»
PONTEDERA. Sono Stefania, ho 48 anni e sono disponibile per piccoli lavori domestici, pulizie, assistenza anziani. Astenersi perditempo. Quello della mamma quasi 50enne è uno dei tanti annunci attaccati al bar l’Angolo, a Pontedera. Uno dei tanti luoghi, insieme a panifici, supermercati, tabaccai, dove la ricerca di lavoro prende forma in molteplici bigliettini attaccati ai banconi, tutti con nome e numero di telefono. E al tempo della crisi si sino addirittura moltiplicati questi fogliettini di speranze lavorative, aimé senza grandi risultati.
«L’ho messo una settimana fa, ho appiccicato annunci in un sacco di posti tra Pontedera e la provincia, eppure nessuno mi ha chiamata: io sono anche disposta a muovermi», spiega Stefania Verdecchia. Anni fa era molto più facile: le richieste c’erano. «Riuscivo a lavorare parecchio a Pisa, a pulire nelle case degli studenti, ma adesso sono rimaste solo un paio di signore, le persone più giovani in generale hanno smesso di chiamarmi perché non potevano più permetterselo», racconta.
Così da due, tre volte alla settimana si scende a una. Otto euro l’ora, non tutti riescono a pagarli e così anche per questi cerca-lavoro atipici i tempi sono più duri del solito. Chi cerca per arrotondare “al nero”, senza troppe urgenze economiche deve rinunciare o quasi. Ma nel popolo di chi affida a un annuncio la necessità di un’occupazione c’è anche chi fa fatica ad arrivare in fondo al mese. E quelle telefonate che non arrivano creano ansia e frustrazione.
«Sono un invalido civile al 100% e mi sono ridotto così dopo un ictus - racconta Massimiliano Sevieri, 44enne di Pontedera - io mi offro per quello che la mia situazione mi permette, lavori in portineria, call center, tutto ciò che è statico: in un mese non ho ricevuto alcuna telefonata». Sevieri vive con la mamma. «La pensione di poco più di seicento euro non basta per pagare affitto, bollette, mangiare: ogni mese restano al massimo trenta euro per vivere. Trovare un lavoretto per è essenziale, non so come fare».
Difficile utilizzare internet, non tutti sanno divulgare le proprie ricerche sul web: così per tanti l’ arma dell’annuncio cartaceo nei negozi resta l’unica possibilità per amplificare la necessità di un lavoro, oltre a rivolgersi ai centri per l’impiego e alle agenzie interinali. «Le ho provate tutte - parla della sua esperienza Wendy che arriva dal Salvador - ho attaccato gli annunci, a decine, ma non ho mai ricevuto una chiamata». Wendy si proponeva (nel frattempo si è trasferita a Prato) come badante oppure baby sitter.
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