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Vertenza Sabatini, appello della Cgil a tutela dei lavoratori

Vertenza Sabatini, appello della Cgil a tutela dei lavoratori

Il 10 luglio la decisione sull’omologa del concordato Benvenuti e Contino: «C’è gente che non ha salari da mesi»

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PECCIOLI. C’è attesa. E anche un po’ di apprensione, nel sindacato, per la vicenda del concordato Sabatini, l’azienda di confezioni di abbigliamento, la cui situazione finirà davanti al giudice la prossima settimana. C’è da decidere l’omologa del concordato, che darà il via anche ai pagamenti delle spettanze dei lavoratori.

La storia parte da lontano: il piano di concordato si poggia sul fatto che una parte della ditta (un ramo) è stato affittato all’azienda Giuntini che ha ripreso al lavoro 55 dei 115 dipendenti della Sabatini. Gli altri passi riguardano il recupero dei crediti, la vendita della merce che si trovava in magazzino e la vendita, eventuale, del capannone dell’azienda.

Questo il piano che ad aprile ha avuto l’approvazione a maggioranza dei creditori chirografari, mentre due creditori (tra i quali un istituto di credito) hanno fatto opposizione.

Il 12 giugno scorso era prevista l’udienza in tribunale per l’omologa. È slittata al 10 luglio per questioni tecniche, burocratiche. «Ci auspichiamo – spiega Tania Benvenuti della Cgil Valdera – che questa vertenza ormai aperta da due anni possa concludersi con l’omologa. Questo permetterebbe ai lavoratori di avere le spettanze bloccate: i soldi ci sono, manca solo il via libera».

La preoccupazione è duplice. «Una mancata omologa – prosegue Benvenuti – potrebbe avere ripercussioni anche sulla azienda Giuntini, che sta lavorando e intorno alla quale c’è anche un piccolo indotto».

C’è anche un altro aspetto che ruota intorno a questa vicenda. «Quarantotto dipendenti sono in Cassa integrazione straordinaria – prosegue la sindacalista – E le pratiche sono ferme al ministero. Vanno a rilento. Intanto da mesi non percepiscono soldi».

Ed è questa la preoccupazione principale che spinge la Cgil a fare un appello di buon senso, che il neosegretario della Filctem Domenico Contino, sintetizza così: «Non c’è alcuna intenzione di volersi sostituire a qualcuno – dice il segretario – ma in questa vicenda il tempo ha un peso rilevante, per il proseguimento dell’attività e per il fatto che se non ci si volge a guardare indietro e a tutelare gli ultimi, che in questo caso sono i lavoratori, rischiamo di peggiorare la situazione di chi già sta sopportando troppi sacrifici».

Emilio Chorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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