Il Tirreno

Pontedera

Rapinatore di 19 anni arrestato grazie al test del Dna

Rapinatore di 19 anni arrestato grazie al test del Dna

Incastrato grazie a un mozzicone di sigaretta, il giovane era già stato indagato come componente di una baby gang

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Baby rapinatore finisce in carcere per rapina. E ora la polizia cerca altri due complici.

Nella scorsa estate, una signora italiana di 67 anni, abitante in Pontedera, in una villetta singola, è stata sorpresa da tre giovani che, facendosi aprire la porta dell'abitazione con uno stratagemma, entrarono di forza nella casa. La signora, che viveva sola, fu immediatamente colpita e immobilizzata a terra da uno dei tre che la tenne per la gola mentre gli altri due iniziarono a colpirla con calci e pugni, perdendo i sensi. Quando si riprese, scoprì che era stata legata a una sedia e costretta con schiaffi e pugni a svelare dove custodisse soldi e preziosi. Credendo di morire e per far cessare la ferocia degli aggressori, la donna indicò una cassetto dove riponeva la somma di circa 5000 euro in contanti Nonostante i tre rapinatori si fossero impadroniti della somma, continuarono a picchiarla con inaudita ferocia, utilizzando alcuni utensili tra cui un mestolo d'acciaio, minacciandola di morte brandendo un grosso coltello di cucina. Dopo essersi impadroniti di altri soldi trovati nella borsa e di un libretto postale, i tre giovani, apparentemente soddisfatti del bottino, si sedettero per fumarsi tranquillamente delle sigarette. Dopodiché, dopo aver minacciato di morte la vittima se avesse avvisato la Polizia, lasciandola legata e imbavagliata, si allontanarono. La donna, anche se in condizioni di salute precarie, riuscì a liberarsi e trascinatasi in strada attirò l'attenzione di un automobilista che avvisò il 113 e il 118. La volante di Polizia intervenuta raccolse le prime informazioni e insieme all'ambulanza accompagnò la donna al Pronto Soccorso mentre personale della Sezione Anticrimine e della Polizia Scientifica si recò nell'abitazione al fine di rinvenire tracce utili per l'individuazione degli autori. Soccorsa in forte stato di shock e con lesioni multiple in diverse parti del corpo la vittima nonostante il forte parere contrario dei medici rifiutò il ricovero, per andare a stare dalla figlia. Grazie a un mozzicone di sigaretta lasciato dai rapinatori, attraverso l’esame del Dna, la polizia è arrivata al 19enne di Pontedera, ora arrestato.

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di Redazione Massa