La manifestazione
Imu troppo alta, palazzi storici a rischio abbandono
L’sos lanciato al sindaco Marco Buselli dai proprietari. «Vecchia categoria catastale, tutti tassati come ville di lusso»
VOLTERRA. Paladini di storia e aneddoti millenari, patrimoni di arte e civiltà e meta di turisti da tutto il mondo. Sono proprio loro, i munumentali palazzi storici di Volterra a lanciare un sos, per bocca dei rispettivi proprietari. A fare da portavoce è Umberto Viti, dell’omonimo palazzo etrusco: la tassazione eccessivamente alta, secondo loro, che si ritrovano a pagare mette in serio pericolo il mantenimento e la tutela di questi beni.
«Con l’entrata in vigore dell’Imu, tutti i palazzi storici hanno ripreso la vecchia categoria catastale, cioè A1 “abitazioni di lusso” per gli immobili cittadini e A 8 per ville anche queste di lusso, per gli immobili di campagna. Questa assegnazione delle dimore storiche a questa categoria è palesemente assurda, in quanto i criteri con cui venivano censiti gli immobili di valore artistico e storico sono fermi alle valutazioni del 1936», premette Viti.
Che fa subito un esempio pratico. «La villa di Buriano con un’estensione di circa 3000 metri quadri, con servizi igienici assenti o da ammodernare, senza riscaldamento e ascensori, con l’impianto elettrico fuori norma e quindi praticamente inabitabile, viene tassata come villa di lusso; lo stesso vale per la parte monumentale di palazzo Inghirami, Viti, Bianchi, Campani, Falchi-Picchinesi, Montoni-Inghirami, Dello Sbarba».
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