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“Babbo”, in mostra l’arte che unisce padre, figlio e ricordi
PONTEDERA. Piero e Roberto, padre e figlio, la stessa passione per la pittura intesa come mimesi fedele e minuziosa della realtà. Piero Melecchi amava dipingere vedute, scorci, paesaggi. Pur...
PONTEDERA. Piero e Roberto, padre e figlio, la stessa passione per la pittura intesa come mimesi fedele e minuziosa della realtà. Piero Melecchi amava dipingere vedute, scorci, paesaggi. Pur frequentando anche questo tipo di soggetti; Roberto, la cui personale debutta oggi a partire dalle 19, al Caffé degli Artisti di via Veneto, a Pontedera, è maggiormente attratto dalla riproduzione della figura umana: «La mia pittura è sempre incentrata sulla ricerca del “reale”. Per me, anche i minimi particolari sono fondamentali. Spazio indifferentemente fra tipologia di soggetti diversi, dai ritratti alle nature morte fino ai paesaggi; tutti mi coinvolgono, ma devo dire che i ritratti e le figure umane mi appassionano in modo particolare; “Elena e Alberto”, “Gita a Venezia”, “Generazioni a confronto” , “Freedom!” e “Babbo!” mi hanno dato - nel farli e, ancora di più, una volta finiti - un' emozione davvero forte». “Babbo!”, tra le prime opere di Roberto, è la trasposizione su tela di un profondo affetto familiare che, attraverso la pittura, ha saputo cancellare di colpo il passare degli anni. «Il mio “viaggio” nel mondo appassionante della pittura inizia da piccolo, grazie soprattutto a mio padre, che aveva e mi ha trasmesso un grande interesse per quest'arte; dopo la sua scomparsa prematura all'età di 40 anni, nel 1977, il suo ricordo è sempre vivo grazie anche ai quadri che ci ha lasciato; “Babbo!” è dedicato a lui». Nelle tonalità secentesche di nature morte impreziosite da virtuosistici panneggi e abili giochi di luce catturati attraverso calici di cristallo, a colpire lo spettatore è sempre l'attenzione che l'autore dedica ai particolari in primo piano come agli elementi secondari, periferici. Per descrivere il risultato di questo processo di sintesi, la parola che Roberto Melecchi usa più spesso, e più volentieri, è “emozione”. «Per me la pittura è proprio questo: emozione pura. Posso passare anche ore a fissare un quadro, un particolare che mi piace, in una sorta di trance interminabile e indescrivibile». La figura fondamentale per la sua crescita artistica «è il pittore Lorenzo Terreni, insegnante di pittura».(a.l.)
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