Attenzione
L’Assa si prende la scena della Festa democratica
Santa Croce sull’Arno, i terzisti e la querelle con l’amministrazione sul Macrolotto Il sindaco: «Per il Comune non è possibile agire sulla base di un accordo verbale»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Serata di fuoco alla Festa Democratica. Botta e risposta fra il sindaco Osvaldo Ciaponi e la presidente di Assa Rossella Giannotti. Accuse e recriminazioni incrociate che scaldano di colpo il dibattito organizzato martedì sera dalla giunta. Presenti nel pubblico rappresentanti e imprenditori del Marcolotto Assa, arrivati per accendere l’attenzione sulla questione dei risarcimenti per i terreni espropriati nel ‘95. Un conto da un milione e 200mila euro, che Assa ha sempre chiesto di dividere fra tutti i lottizzanti dell’operazione Pip, senza tener conto della realizzazione in due stralci, e quindi ripartendo le condanne non solo fra terzisti, ma anche tra le concerie del Consorzio Programma 1, che hanno già saldato il conto di un’analoga condanna arrivata a sentenza molto prima, a prezzi decisamente inferiori.
Una volontà, quella di spalmare fra tutti i costi del risarcimento, sostenuta dalla precedente amministrazione, «in base a un accordo verbale – sostiene Assa – non rispettato dalla giunta Ciaponi a vantaggio dei conciatori». «Gli stessi conciatori – ha replicato il sindaco – che alcuni fa avevano offerto un aiuto concreto da centinaia di migliaia di euro, rifiutato dalla stessa Giannotti perché “Assa – così disse – non accetta l’elemosina”».
Sulla questione è in corso una causa civile al tribunale di Pisa, che nel 2014 dovrà pronunciarsi sulla validità o meno di quell’accordo verbale. Intanto, il Comune di Santa Croce è tenuto a pagare: 1,2 milioni da corrispondere agli ex proprietari dei terreni, con i quali è stato raggiunto un accordo per la dilazione in due tranche in scadenza per il 31 luglio e 31 dicembre. Soldi che l’amministrazione dovrà poi recuperare da Assa, già messa in mora dal Comune con il sequestro di tutti i beni mobili e immobili. Misura contro la quale Assa ha presentato ricordo al Tar, la cui udienza è stata rinviata al 20 novembre.
«Quell’accordo verbale – ha detto Giannotti rivolta alla giunta – è stato riconosciuto in consiglio comunale alla presenza di molti di voi. Eppure, l’amministrazione ha deciso di mettere in mora solo i contoterzisti anziché tutti i soggetti coinvolti. Siamo qui stasera perché molti di noi sono disperati. La questione poteva essere gestita fin da subito in modo diverso e più equo». Ed ha aggiunto: «Smentisco che Assa abbia mai ricevuto proposte concrete dai conciatori».
Da qui la replica di Ciaponi. «È successo nel mio ufficio alcuni anni fa – ha detto – di fronte anche ad alcuni testimoni. Si trattava di un aiuto da centinaia di migliaia di euro che Giannotti ha rifiutato. E lì si è bloccata la trattativa». Il primo cittadino ha quindi difeso la condotta del Comune: «Gli amministratori hanno una responsabilità civile e penale, non è possibile agire in base a un accordo verbale. A prescindere da come finirà la causa tra Assa e il Consorzio Programma 1, il Comune è già stato condannato a pagare. Siamo in presenza di una sentenza esecutiva, e non possiamo fare diversamente. Il Comune aveva già accantonato le risorse necessarie, ma si tratta comunque di soldi sottratti ai cittadini di Santa Croce, che dovremo recuperare il prima possibile nell’interesse del Comune e della collettività. Di fatto prosciugheremo le nostre risorse rischiando di sforare il Patto di Stabilità e mettendo in difficoltà i servizi».
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