Il dolore
Bimbe rischiano di annegare in piscina
Salvate dalla bagnina che si è subito tuffata insieme alla mamma di una delle due. Paura ma senza gravi conseguenze
PECCIOLI. «Era tutto il giorno che entravano e uscivano dall’acqua, facevano i tuffi, giocavano insieme. Quando sono tuffate nella parte più profonda della piscina una delle due ha perso le forze e si è aggrappata all’altra trascinandola, ovviamente senza volerlo, sott’acqua. Ero davanti a loro insieme al mio collega quando le ho viste in difficoltà. Mi sono buttata subito verso di loro. Insieme a me anche la mamma di una delle due bambine che si è resa conto della situazione. Per fortuna, alla fine, tutto è andato bene». Maria Elena Mandorino, 26 anni, addetta al salvataggio della piscina comunale di Peccioli le cui attività estive sono gestite in collaborazione con la Uisp, racconta i drammatici momenti vissuti l’altro pomeriggio nell’impianto sportivo dell’Alta Valdera. Due amiche hanno rischiato di affogare.
«Le bambine avevano circa 7-8 anni. Alla fine c’è stato tanto spavento ma nessuna grave conseguenza. Hanno bevuto un po’ d’acqua ma siamo riuscite a farle riprendere senza l’intervento dell’ambulanza. Una delle bambine l’ho afferrata io, l’altra l’ha presa la mamma e l’ha portata al bordo della piscina». Il tempo di quindici minuti e quella brutta esperienza era già un ricordo. Mentre incuriosiva di più vedere la bagnina che si era tuffata con pantaloncini e maglietta proprio per non perdere tempo e aiutare le bimbe in difficoltà. «Per fortuna le ho viste subito, non ce la facevano a galleggiare. Forse erano stanche, erano state a lungo nell’acqua. Sono cose che possono capitare».
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