Attenzione
Un’ombra sul distretto c’è poca materia prima
I protagonisti del settore lanciano l’allarme al governo e all’Unione europea «Serve reciprocità, da noi tutti possono acquistare il grezzo liberamente»
SAN MINIATO. C’è un’ombra sul distretto. La disponibilità di materia prima. Sulle pelli grezze è in corso una guerra senza frontiere per accaparrarsela. Con protagonisti del calibro di Cina, India e Brasile che se la contendono facendo schizzare i prezzi e proteggendo allo stesso tempo l’accesso ai loro mercati. Così il 50% delle disponibilità globali è “sequestrato”. Perciò i conciatori reclamano a gran voce e chiedendo all’Unione europea di attuare condizioni di reciprocità, per contrastare il protezionismo dei paesi terzi. Lo sottolinea il presidente dell’Associazione conciatori di Santa Croce Franco Donati e lo rilancia gran voce il collega Giuseppe Volpi, al timone del Consorzio conciatori di Ponte a Egola. «Al nostro governo chiediamo di farsi portavoce in Europa del problema, perché da noi tutti possono venire ad acquistare il grezzo liberamente mentre la stessa cosa non vale al contrario». Il tema emerge con forza al forum “Il distretto ai raggi X” che ha messo a confronto imprenditori, rappresentanti delle categorie economiche e sociali, amministratori locali e studiosi del settore, lunedì pomeriggio a Palazzo Grifoni, sede della Fondazione Carismi, a San Miniato, al termine di un viaggio che Il Tirreno ha intrapreso e raccontato in questi mesi.
Con un occhio al presente e l’altro rivolto al futuro si declina la visione per cogliere nuove opportunità. La capacità di trasformarsi per essere all’altezza. E poi la ricerca, la formazione e il sentiero dell’innovazione. Queste le direttrici per proiettare il distretto conciario nel futuro, a partire dalle specificità che caratterizzano il tessuto imprenditoriale locale.
A far da cornice ci sono i numeri. Il 98% della produzione italiana di cuoio da suola, il 35% di quella di pelli per calzature, pelletteria e abbigliamento. A fronte di un export che in due decenni è passato dal 30% a oltre il 70% dei ricavi, ormai stabilmente sopra quota 1,5 miliardi di euro. Con indicatori per il secondo trimestre dell'anno che parlano di una produzione stabile: 0,4%, in linea con gli ordinativi, e di un leggero aumento del fatturato (+2,7%).
Ad aprire le porte di Palazzo Grifoni è il presidente della Cassa di risparmio di San Miniato, Alessandro Bandini. Mentre a moderare i lavori è il direttore del quotidiano Il Tirreno Roberto Bernabò. Tante voci, per tessere forme e colori di un’immagine condivisa. Il direttore dell’Assoconciatori Piero Maccanti ripercorre le tappe per la conquista del mercato cinese. «Abbiamo lavorato per creare nei produttori locali l’esigenza di utilizzare le nostre pelli per proporsi a una gamma medio alta – dice –. Una scarpa con pelli del distretto riesce a spuntare prezzi doppi o tripli a fronte di un incidenza sul costo della materia prima del 20%».
Il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini sottolinea il veicolo promozionale che alla pelle «associa le altre eccellenze del territorio, la storia, l’arte e il tartufo. Perché non c’è una sola ricetta per fronteggiare la crisi ma tante da mettere insieme». Mentre il primo cittadino di Santa Croce sull’Arno, Osvaldo Ciaponi rimarca «la buona politica che ha saputo esprimere il territorio, anche nel governare processi inarrestabili come l’immigrazione», che ha saputo fare «dell’accoglienza e dell’integrazione le chiavi per creare comunità che crescono, invece di invecchiare».
Manolo Morandini
Giacomo Pelfer
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