Il Tirreno

Pontedera

La foto di Marvogli e il saluto della figlia in ricordo del sindaco

di Nilo Di Modica

Castelfranco, commemorazione in consiglio comunale Toti: «Per trent’anni ha animato la vita politica locale»

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CASTELFRANCO DI SOTTO. «Non è facile». È questa la frase che più di tutte ritorna insistentemente nelle parole di chi, lunedì sera, ha voluto rendere omaggio alla figura di Umberto Marvogli nel consiglio comunale indetto in sua memoria. Un appuntamento che ha visto per la prima volta Gabriele Toti sedersi in consiglio come assegnatario delle deleghe del compianto sindaco, in una sala gremita di cittadini e alla presenza dei sindaci di tutti i Comuni del comprensorio. A ricordare il primo cittadino, scomparso meno di un mese fa nella sala del consiglio, con l’accordo di tutte le forze politiche, è stata affissa una sua foto.

«Abbiamo ritenuto doveroso, insieme a tutti i capigruppo, rendere ulteriormente omaggio a una figura che per ben trent’anni ha animato la vita politica locale – dice Toti, a tratti tradito dall’emozione –. Una personalità che anche nel momento peggiore, qui in questa sala adibita a camera ardente, ha riunito intorno a sé tutto quel mondo politico spesso diviso, facendo rivivere per un attimo quegli anni di formazione politica di Umberto, “quando la centralità del consiglio era assoluta, le sedute erano forse più accese, le responsabilità tante e ancor di più la passione”, come amava ricordare».

Tanti gli interventi in cui si è voluta commemorare la biografia politica e umana di Marvogli, dagli inizi nella Dc e nell’associazionismo cattolico. Fino agli aspetti meno noti del suo quotidiano, la passione per la musica e per il teatro, che in alcune occasioni lo aveva visto improvvisarsi regista, come ricorda Rosario Casillo (Fare insieme il tuo comune), che oggi si rammarica per «quella grande opera per cui si era speso tanto, il teatro comunale di prossima inaugurazione che porterà il suo nome, e che non ha potuto vedere ultimato».

Presenti in sala i familiari di Marvogli, che tramite le parole della figlia Stefania ringraziano la comunità castelfranchese per l’affetto e la vicinanza. «È un dolore che vogliamo vivere nel nome dei suoi insegnamenti – dice –. Una vita felice, di quella felicità che, come amava dire citando lo scrittore De Chateaubriand “costa poco” perché “se è cara non è di buona qualità”».

Tanti i ricordi dell’attualità politica, di quel presentarsi come «Umberto, il sindaco», senza particolari autoelebrazioni nel fare «ciò che non è mai stato affatto banale», come lo ricorda la capogruppo Lilia Arpino. «Tenendo sempre quella porta aperta, il suo ufficio in cima alle scale, fra un aiuto concreto a un padre di famiglia e un rammarico per coloro che non riusciva a sostenere come voleva», dice Paolo Costagli di Sicurezza e trasparenza per Castelfranco. «Il sindaco di tutti» per Stefano Taglialagamba (Pdl).

«Ha rappresentato degnamente non solo il paese, che amava, ma anche tutta la zona», sottolinea il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi, a nome di tutti gli altri sindaci presenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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