Sicurezza
«Era solo una strada a servizio dei campi coltivati in collina»
PECCIOLI. Per una strada lunga 1,2 km per 6 metri di larghezza fatta passare per un'opera di movimento terra riferita a un tratto di 200 metri, sulle colline di Peccioli, sono finiti a giudizio...
PECCIOLI. Per una strada lunga 1,2 km per 6 metri di larghezza fatta passare per un'opera di movimento terra riferita a un tratto di 200 metri, sulle colline di Peccioli, sono finiti a giudizio undici persone. Tra queste anche Manuele Crecchi, 40 anni, di Cascina, imprenditore edile. Oggi Crecchi, in attesa del processo e convinto che il dibattimento servirà a fare luce sulla vicenda e a liberarlo da ogni accusa, vuole dire la sua
«La presunta strada abusiva insiste in un terreno di mia proprietà e io tra le altre cose sono l'artefice principale di questa vicenda. Proprio in questa veste mi sento in dovere di fare alcune considerazioni. Ovviamente lascio tutte le questioni inerenti le procedure processuali alla competenza del mio avvocato. A me invece il compito di evidenziare l'enorme sfasatura tra elementi di procedura penale e i dati reali della vicenda. Questo perché tira in ballo la mia onestà di operatore, ma anche, per motivi di giustizia, e di conseguenza anche altre persone che in questa vicenda sono chiamate in causa», afferma Crecchi.
L'oggetto del contendere nasce a seguito della necessità di frazionare due poderi che insistono nella mia proprietà. Quella che viene definita strada non è altro che la «capezzagna (strada sterrata di servizio agli appezzamenti coltivati. È una superficie improduttiva ma funzionale alla gestione delle colture) del podere Pignano utilizzata come accesso ai campi per effettuare le lavorazioni agricole. Questa capezzagna non è altro che una striscia di terreno non coltivata posta alla testa dei campi che funge da pista di servizio per le lavorazioni agricole», spiega l’imprenditore.
Successivamente è iniziato il passaggio dei trattori e dei rimorchi «adiacenti la fossa per l'accesso ai campi e per la manutenzione ordinaria, venendosi a creare con il tempo appunto una capezzagna. Vorrei inoltre fare chiarezza su eventuali perplessità inerenti la larghezza della carreggiata: io ho una mietitrebbia con carreggiata di 4 lineari e con l'apparato di taglio largo 6,5 m, quindi una capezzagna di servizio non può certo essere di 2 metri. Purtroppo in molti casi c'è differenza tra la realtà di chi deve operare e essere aggiornato continuamente per stare sul mercato e le regole e il modo di farle rispettare».
Per spiegare bene la situazione Crecchi mostra una foto dello stato attuale dell’area dove si trovava la presunta strada abusiva. «Lo faccio per permettere a chiunque lo voglia di farsi un’ idea su come stanno veramente le cose. E l’occasione si presta anche per precisare che non esiste in questo contesto il vincolo idrogeologico». La cartina che mostra evidenzia il tracciato della strada in una zona, che a giudicare dall’atto mostrato da Crecchi, non è compreso nell’area vincolata.
«Sono convinto che nel dibattimento processuale il buon senso sicuramente prevarrà e potrà ridare a me quella serenità, condizione indispensabile per affrontare le sfide che l'attuale situazione economica impone a tutti». La vicenda infatti, sia per il numero delle persone che coinvolge, sia per i loro incarichi sta facendo discutere.
I reati contestati, a seconda del ruolo degli imputati nella vicenda, vanno dall'abuso d'ufficio al falso ideologico in certificati commesso da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, dal falso ideologico di privati in atto pubblico a quello commesso dal pubblico ufficiale.
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