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Pontedera

Ospedale, ecco i tagli della riforma regionale

di Manolo Morandini
Ospedale, ecco i tagli della riforma regionale

Il nosocomio del Colle etrusco viene classificato “di prossimità” Stefano Mugnai (Pdl): «Si vuole trasformarlo in un poliambulatorio»

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VOLTERRA. Sparirà la chirurgia stabile dall’ospedale di Volterra. È uno degli effetti della razionalizzazione dei servizi prevista dall’accordo tra rappresentanti dei medici e assessorato regionale alla Sanità sulla riforma che su scala Toscana dovrebbe portare ad avere 11.200 posti letto rispetto agli attuali 13mila e 620 primariati. E che ha individuato quattro categorie di nosocomi.

Si ridurranno alcune attività e altre verranno riorganizzate. «Esistono specificità territoriali che necessitano di riflessioni singole», afferma Stefano Mugnai (Pdl) vicepresidente della commissione sanità del consiglio regionale. Volterra, in particolare, rientra tra gli ospedali “di prossimità”, ovvero quella 14 strutture che ha meno di cento posti letto e una popolazione di riferimento inferiore a 70mila abitanti.

In attesa del piano sanitario, l’accordo tra Regione e medici prevede che a Volterra non ci saranno più reparti di chirurgia stabili, cioè gli interventi si faranno solo in certi giorni. Ci saranno servizi per attività di elezione, di day surgery e ambulatoriale. Oltre a letti di cura per problemi medici, una attività di laboratorio e radiologica. E il pronto soccorso verrà gestito in modo integrato con il 118, con i medici di turno che lavoreranno nell’ospedale.

«Non lasceremo che su una partita così delicata che si gioca sulla pelle dei cittadini-pazienti la giunta si sottragga al confronto con il Consiglio, in commissione e con gli enti locali – sostiene Migliori –. Non tutte le realtà sono uguali. Esistono specificità territoriali che necessitano di riflessioni singole, puntuali. Tagliare collocando arbitrariamente un’asticella a 100 posti letto con vari livelli di complessità di servizi erogati sulla base dell’utenza potenziale è troppo facile, perché così non si bada alle esigenze reali dei territori.

«Faremo rete con tutti i comitati in difesa degli ospedali oggetto della delibera – dice l’associazione Difendiamo l’ospedale –, con tutti i sindaci che a questa lotta vorranno aderire, ergeremo un muro contro la Regione in nome dei diritti delle persone e dell’accessibilità per tutti ai servizi socio-sanitari». E conclude: «Davvero gli sprechi si trovano nei nostri piccoli ed eccellenti ospedali? Davvero si vuol continuare a credere che la realizzazione della Casa della salute sarà una buona cosa per Volterra?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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