Sicurezza
Atisale, vertice in Regione «Valorizzeremo la salina»
VOLTERRA. «Abbiamo intenzione di proseguire con la procedura di trasferimento di ramo d’azienda tra Atisale e Salevo per valorizzare la salina di Volterra e mantenerne i livelli occupazionali». È...
VOLTERRA. «Abbiamo intenzione di proseguire con la procedura di trasferimento di ramo d’azienda tra Atisale e Salevo per valorizzare la salina di Volterra e mantenerne i livelli occupazionali». È quanto spiegano i responsabili della stessa Atisale, presentando alcune linee guida del piano industriale per il rilancio dell’azienda, agli assessori regionali Gianfranco Simoncini e Annarita Bramerini, durante l’incontro di Regione al quale partecipano anche l’assessore al lavoro della Provincia di Pisa, Anna Romei e gli assessori volterrani, Graziano Gazzarri e Simone Lonzi.
Le paure dei sindacati, secondo i quali Atisale non stava operando con trasparenza, rispetto alla necessità di creare una nuova società per gestire meglio e con meno dispendio di denaro il sito di Volterra sono scacciate per il momento. Fra 15 giorni ci sarà un nuovo incontro, al quale parteciperanno anche i rappresentanti dei lavoratori. «Abbiamo preso atto con interesse del piano industriale – afferma l’assessore Simoncini, condividendo il pensiero con Bramerini –. A partire dalla volontà manifestata dall’azienda di mantenere il sito produttivo in Toscana e i livelli occupazionali. Con la previsione di nuove relazioni dal punto di vista societario e nuovi investimenti, il piano ci sembra possa andare nella giusta direzione per garantire l’occupazione e puntare non solo sulla quantità, ma anche sulla qualità delle produzioni».
Per Romei, il piano di Atisale è chiaro e ambizioso. «Anche se bisogna fare un passo alla volta, come hanno detto gli stessi responsabili dell’azienda – dice l’assessore provinciale – perché la costituzione di una società che valorizzi il salgemma di Volterra ha subito qualche rallentamento. Ma, a sentire i dirigenti di Atisale, si tratta solo dello sblocco di normali procedure». Atisale dovrebbe cedere la produzione dello stabilimento di Saline, ma non le concessioni minerarie, alla Saline Leopoldine di Volterra (Salevo, appunto), una società composta dalla stessa Atisale e da Giacomo Locatelli di Bergamo, proprietario di un’azienda di Bergamo che opera nella trasformazione di sale industriale.
«Non sappiamo con quali quote entrerebbe il nuovo partner – spiega Vincenzo Parrella, della Cgil – ed è questo che ci preoccupa maggiormente, oltre al fatto che Atisale ci ha detto che i 2 milioni di euro di deficit annuale che produce il sito volterrano non sono più sopportabili da parte loro».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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