Sicurezza
Sostenibile e a km 0 Gli chef a tavola cucinano il territorio
SAN MINIATO. È un’avventura ambiziosa quella lanciata da Daniele Fagiolini. Una sfida nel segno di una cucina davvero legata al territorio, stagionale e a chilometri zero, a dispetto di tanti luoghi...
SAN MINIATO. È un’avventura ambiziosa quella lanciata da Daniele Fagiolini. Una sfida nel segno di una cucina davvero legata al territorio, stagionale e a chilometri zero, a dispetto di tanti luoghi comuni spesso abusati o disattesi.
Questo l’obiettivo dello slogan “Io cucino il territorio”, ideato dal noto chef dell’Antico Ristoro Le Colombaie, a La Catena di San Miniato, insieme al giornalista ed esperto di enogastronomia Claudio Mollo. Un marchio registrato, che sta già attirando l’attenzione di altri famosi chef toscani, decisi ad adottare lo slogan come segno di riconoscimento di una filosofia, di una cucina fatta davvero con prodotti locali, senza inganni.
L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi nel corso di una conviviale a Le Colombaie, con una cena a quattro mani tra Fagiolini e lo chef Luca Cai dell’Osteria tripperia Il Magazzino di Firenze: otto portate stuzzicanti e originali in un’alleanza del gusto fra eccellenze sanminiatesi e prodotti fiorentini.
«In realtà non abbiamo inventato niente di nuovo – ha detto Fagiolini a fine serata – Con lo slogan “Io cucino il territorio” abbiamo solo cercato una forma diversa per comunicare una filosofia di lavoro».
Presenti alla serata esperti e giornalisti del settore, oltre ad una serie di produttori di spicco, dal sanminiatese Enrico Falaschi a Paul e Cecilia De Bondt della celebre cioccolateria. Tra gli ospiti anche il presidente e il segretario nazionale della Fisar, Maria Del Debbio e Claudia Marinelli, insieme ad alcuni funzionari della Regione impegnati nel campo della promozione, tra cui Raffaele Mannelli di Vetrina Toscana.
Ospite d’eccezione, a sorpresa, la vincitrice del fortunato programma televisivo Masterchef, Tiziana Stefanelli, romana, di professione avvocato, arrivata a San Miniato insieme alla figlia Matilde, e accompagnata da Davide Cecio della Fisar, per un tour tra i prodotti del territorio.
«Resteremo a San Miniato due giorni – ha raccontato - per toccare con mano le eccellenze della zona». Tra le visite in programma anche un paio di soste al famoso pastificio Martinelli e alla gelateria Benedetti di San Miniato. «Perché la cucina – ha aggiunto – è nel mio dna da sempre: è l’unica cosa che mi rilassa quando torno a casa dal lavoro. Per adesso comunque continuerò a dividermi tra la toga e i fornelli. In futuro chissà».
«Si avverte un bisogno estremo di capire e di conoscere ciò che mangiamo – ha spiegato Claudio Mollo – Nasce da qui l’idea dello slogan, che punta a creare un gruppo di chef che si riconoscano in una comune identità d’intenti. Per il futuro vogliamo realizzare anche un libro in collaborazione con una nutrizionista, organizzando poi incontri e conferenze per gli addetti ai lavori».
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