Il dolore
«Parrella venga a visitare l’impianto»
I titolari del biogas a San Donato invitano il nuovo sindaco: «Molti parlano di cose che non conoscono»
SANTA MARIA A MONTE. «Ci dovrebbero ringraziare, senza di noi non avrebbero avuto argomenti su cui fare campagna elettorale». È l'ironia il mezzo che Giorgio Prati e Paolo Nacci usano per affrontare la spinosa questione dell'impianto a biogas di San Donato, posto al centro della campagna elettorale dalle forze politiche e soprattutto da “Santa Maria a Monte Viva”, che aveva fatto della contrarietà al progetto il suo cavallo di battaglia. Una netta opposizione che adesso, dopo le elezioni, dall'ufficio della neo-eletta sindaca rischia di rimettere tutto in gioco. Sull'impianto già messo in funzione circa un mese fa, infatti, pende ancora la spada di Damocle della decisione ultima da parte del Tar della Toscana, che il prossimo 20 giugno dovrà esprimersi in merito all'autorizzazione, e lo dovrà fare confrontandosi con la nuova posizione espressa da parte della neo-eletta amministrazione santamariammontese. «Noi andiamo avanti tranquilli, forti delle nostre posizioni e soprattutto in continuità con l'atteggiamento che abbiamo scelto di tenere per tutta la durata della campagna elettorale – spiega Giorgio Prati, titolare della Prati Bioenergie –. Comportamento che abbiamo coscientemente tenuto anche in virtù del fatto che l'impianto è stato autorizzato con il beneplacito di tutte le istituzioni, a seguito della corretta risposta da parte nostra a tutte le molteplici osservazioni presentate anche dal comitato. I nostro percorso ed il loro, anche dopo le elezioni, non cambiano. Ci atterremo alle decisioni dei giudici». Parole ribadite anche da Nacci, che rinnova ancora una volta l'invito a Ilaria Parrella, oggi sindaco, a venire a visitare l'impianto: «Ad oggi solo una dei cinque candidati è effettivamente venuta a visitare l'azienda e questo ci dispiace molto perché reitera un fenomeno per il quale molti parlano e scrivono di cose che effettivamente non conoscono – commenta l'altro socio dell'azienda, nonché attuale vice-presidente di Coldiretti Pisa –. Credo che un sindaco, per essere davvero “di tutti”, dovrebbe quanto meno venirci a trovare e darci la possibilità di dimostrare le nostre vere intenzioni. Siamo una ditta sana, che fin dall'inizio dei lavori ha investito in questo territorio avvalendosi di manodopera e aziende del comprensorio per una spesa di oltre 5 milioni, un'azienda che produce tutto a partire da elementi del tutto naturali e che ha l'intenzione di restare qui per i prossimi 15 anni».
Il tempo delle osservazioni, intanto, stringe, pare infatti che fosse proprio fra lunedì e martedì scorsi il limite fissato per presentare ulteriori osservazioni da parte del Comune in vista del 20 giugno, data in cui con ogni probabilità l'amministrazione appena eletta porterà in ogni caso la sua posizione per bocca degli avvocati. «Abbiamo ribadito più di una volta il nostro pensiero a riguardo e non intendiamo tornare indietro – avverte il sindaco –. Malgrado i tempi stretti stiamo già assolvendo ai nostri compiti al riguardo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
