Sicurezza
Addio al re della pelle con la passione per l’ippica
Morto Attilio Gronchi per 12 anni a capo del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola e al timone di una delle realtà più importanti del settore. Domani il funerale
PONTE A EGOLA. È morto ieri mattina. L’imprenditore conciario Attilio Gronchi ha perso la sua battaglia con la malattia che da alcuni mesi lo tormentava. Si è spento nella clinica di San Rossore, a Pisa, all’età di 67 anni. Lascia la moglie Manuela e i figli Iacopo e Samanta.
Nelle voci di chi lo ha conosciuto ci sono incredulità e smarrimento. «Lascio ai più giovani portandomi dietro un bagaglio di conoscenza del territorio che mai avrei immaginato». Così Attilio Gronchi, dopo tre mandati al vertice del Consorzio conciatori di Ponte a Egola, un anno fa aveva ceduto il timone a una nuova squadra di imprenditori. Un passo indietro, senza clamori e senza far venir meno la propria disponibilità a dare il proprio apporto all’associazione. «È mancato un caro amico e un grande imprenditore – così Giuseppe Volpi, presidente del Consorzio conciatori fa arrivare il suo cordoglio dall'Oriente dove è impegnato in un viaggio d'affari –. Un uomo che si è sempre speso in prima persona credendo nel valore delle attività associative. Si devono anche a lui il dialogo e la collaborazione con l’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno».
Il percorso imprenditoriale di Attilio Gronchi prende le mosse nei primi anni Settanta. Fonda la conceria Samanta Spa, che negli anni si impone come una delle più importanti concerie italiane. Un’ottantina gli addetti dell’azienda che è specializzata nella produzione di vitelli stampati, con particolare riferimento all’imitazione dei rettili in cui è da sempre un punto di riferimento a livello internazionale. Un’impresa a ciclo produttivo interamente integrato, che ha sviluppato tecniche innovative per il pellame stampato coccodrillo, lucertola o intreccio. Prodotti che presto si sono diffusi in tutto il mondo, andando a ricoprire una fetta di mercato prima del tutto inesistente.
Tra le note d’orgoglio di un percorso imprenditoriale anche la laurea in legge, conseguita ricavando i tempi dello studio da quelli d'impresa. E la passione da sempre per l'ippica. «Ho cavalli da corsa e un allevamento – diceva –. Ho corso per tanto tempo come gentleman driver e in passato ho anche fatto parte degli organismi tecnici nazionali. Ma è una passione e non un secondo lavoro». Una passione che lo scorso anno lo aveva portato a lanciarsi nella gestione dell’ippodromo fiorentino del Visarno, in cordata con altri imprenditori.
La salma di Attilio Gronchi è esposta nella cappella della clinica San Rossore a Pisa, e vi rimarrà fino a domani mattina. Nel pomeriggio alle 15 le esequie nella chiesa di Ponte a Egola. Il feretro verrà trasportato, a piedi, al vicino cimitero. La famiglia invita a fare opere di bene indicando per un’offerta l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro.
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