Tra vita privata e priorità Il primo giorno da sindaco
Dallo striscione “Forza mamma” fatto dai figli agli aggiustamenti in ufficio «Essere architetto ti aiuta a guardare il territorio in modo diverso»
SANTA MARIA A MONTE. “Forza mamma”. Lo striscione campeggia all’ingresso di casa. A sventolarlo ci sono Giulia e Davide. I due figli di tredici e undici anni della neo sindaco di Santa Maria a Monte Ilaria Parrella. Un passo più indietro c'è il marito, Marino Nuti. «Ci siamo innamorati facendo politica. Abitavamo a seicento metri di distanza eppure non ci eravamo mai frequentati». Poi, l’incontro sotto le insegne del garofano rosso. «Mio marito era segretario del Psi ed io assessore comunale. Fu lui a scegliere di fare un passo indietro, ma se ho potuto continuare a fare politica è anche grazie a Marino, al suo supporto. Bisogna essere in due e l’altro ti deve capire, altrimenti la famiglia non può reggere». E per la signora Ilaria, professione architetto, non è una questione di parità: «Quella esisterà solo quando gli uomini partoriranno». Nel suo primo giorno da primo cittadino della Città della patata Tosca, Parrella apre l’ufficio in cui siederà per i prossimi cinque anni. «La scrivania è orientata male, hai la luce alle spalle. Ma poco conta, le cose da cambiare stanno fuori dal municipio». La stanza che per dieci anni è stata di David Turini adesso cambia inquilino. «La speranza è che le persone abbiano meno motivi per venire in municipio, perché avranno meno problemi. Ma io ci sarò a tempo pieno. Anche a chi avrà l’incarico da assessore sarà richiesto di garantire la propria presenza in comune».
A proposito di incarichi, c’è già la lista degli assessori? «Nell’accordo elettorale abbiamo deciso il sindaco e il suo vice. Sul resto ci confronteremo nei prossimi giorni, ma conteranno i risultati del voto e la disponibilità nell’assegnazione delle deleghe. L’idea è comunque quella di coinvolgere tutti, di dare a ciascuno dei consiglieri una responsabilità in modo che ciascuno abbia un contatto diretto con l’amministrazione comunale e così far crescere le persone».
Come riuscirà a conciliare la sua professione di architetto con l’impegno da sindaco? «Farò il sindaco a tempo pieno, non si può tenere la testa su fronti così diversi e riuscire a gestire il Comune. E poi, in passato, quando ho avuto incarichi di governo a Santa Maria a Monte non ho mai svolto lavori da architetto, come scelta di chiarezza anche senza specifici impedimenti di legge».
Anche il suo predecessore è architetto. «Non credo sia un requisito essenziale ma è certo che per professione sei portato a guardare il territorio con occhi diversi. E poi specie in tema di urbanistica hai un bagaglio che è essenziale per districarti in uno degli ambiti più complessi per un’amministrazione comunale».
A quando il primo consiglio comunale? «Dalla proclamazione del voto ci sono dieci giorni per fare la convocazione. E sarebbe un buon risultato arrivarci con la squadra di giunta al completo».
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