La manifestazione
Alle urne con le idee più chiare e meno vincoli
MARIA A MONTE. È la fluidità il termine con cui poter interpretare i risultati delle urne da cui esce un panorama che per molti aspetti tradisce alcune delle aspettative, anche in un comune...
MARIA A MONTE. È la fluidità il termine con cui poter interpretare i risultati delle urne da cui esce un panorama che per molti aspetti tradisce alcune delle aspettative, anche in un comune tradizionalmente affine all’andamento nazionale. Se infatti il centrodestra resta ben saldo sui suoi numeri, guadagnando anzi fasce di voti in tutto il territorio, e soprattutto nella piana di San Donato e Ponticelli, il centrosinistra regge in parte solo nella sua storica roccaforte a Montecalvoli, cedendo in pianura e restando sostanzialmente fermo a Cerretti. Un esito più negativo del previsto per il centrosinistra che già oggi, fra i militanti, si cerca di attribuire alle cause più svariate, probabile oggetto di un futuro contendere fra coloro che parlano di un’eredità scomoda dalla scorsa amministrazione e chi, invece, riferisce il risultato a un’incapacità di sfondare da parte di candidati giovanissimi e troppo poco conosciuti, specialmente fuori da Montecalvoli, la frazione più rappresentata in lista. E ciò mentre il Movimento 5 Stelle passa dai 2.080 voti delle politiche di febbraio (uno dei migliori dati della provincia) ai 445 attuali (uno dei peggiori). Un crollo su cui pesa l’astensione, ma anche i voti erosi dal centrodestra fra San Donato e Ponticelli, come in altre zone dalla lista guidata da Cinzia Boggia, che strappa qualcosa anche al centrosinistra a Montecalvoli. Stabile Rifondazione, che va poco oltre i risultati delle politiche (quando si presentava sotto le insegne di Rivoluzione Civile) e non riesce a sfondare in nessun seggio.
Il centrodestra, invece, guadagna il favore di un elettorato consapevole e informato, che ha espresso un impressionante numero di preferenze, distribuite uniformemente fra tutti i candidati, salvo il “caso” di Manuela Del Grande, prima assoluta di tutto il nuovo consiglio con 750 schede a suo nome. Preferenze che, contro alcune delle aspettative iniziali in merito a tutte le liste, sono state date quasi sempre in linea con le nuove normative sulla rappresentanza di genere, senza gli errori previsti e malgrado i pochi mesi a disposizione per la corretta informazione sul voto. Un dato che consegna come risultato un consiglio comunale in cui fra maggioranza e opposizione la metà saranno donne. In particolare a loro, con sindaco e vicesindaco, andrà il compito di guidare il Comune nei prossimi cinque anni.
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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