Sicurezza
Il ribaltone firmato Parrella-Del Grande
La lista dell’alleanza Pdl-Udc-Socialisti conquista il Comune con il 45,25% Il centrosinistra perde di oltre il 10%. Debacle per il Movimento 5 Stelle
SANTA MARIA A MONTE. La politica non è più prevedibile. Sono passate le ere dei risultati scontati. Secondo Partito Democratico, Sel e Comunisti Italiani, avrebbe dovuto vincere la voglia di cambiamento incentrata sull’entusiasmo dei giovani, ed invece ha trionfato il rinnovamento ancorato all’esperienza e al radicamento sul territorio dei candidati e delle proposte programmatiche.
Il ribaltone. Santa Maria a Monte svolta. E bruscamente. Da Turini e dal monocolore del centrosinistra si è passati in poche ore alla vittoria schiacciante di una originale coalizione formata da Pdl, Udc e Socialisti. Il nuovo sindaco è Ilaria Parrella, architetto di 49 anni, più volte assessore in passato con il centrosinistra (è stata anche vice del precedente primo cittadino David Turini). Mentre brinda con i suoi principali collaboratori subito dopo l’annuncio dei dati definitivi, è d’obbligo chiederle se il comune di Santa Maria a Monte ha da oggi un sindaco socialista o un sindaco del Pdl. «La risposta è molto semplice – ci risponde –: io sono un sindaco socialista appoggiata ed eletta da una lista civica sostenuta da Pdl, Udc e Socialisti. Vedrete che questa formula, d’ora in poi, andrà molto di moda».
Le ragioni di un voto. La vittoria di Parrella, costruita perlopiù nelle frazioni considerate roccaforti della sinistra e del Pd, è racchiusa tutte nelle lacrime di gioia di “lady preferenze”, ovvero Manuela Del Grande, che si gusta appieno questo salto tra i banchi della nuova giunta (sarà infatti il prossimo vicesindaco con la bellezza di 750 “x” sul suo nome) nonostante più di un dirigente provinciale del suo partito, il Pdl, abbia cercato di remare contro. Il suo, quindi, può essere considerato benissimo un successo dal doppio valore.
Molteplici le spiegazioni dell’andamento del voto e della superiorità manifestata nelle urne da “Santa Maria a Monte Viva”. La prima viene nettamente evidenziata dalle preferenze ottenute dai singoli candidati. Quelli della lista Parrella si sono mossi molto di più sul territorio, riscuotendo parecchi consensi personali e portando acqua al mulino collettivo. Molti degli altri, di “Democratici per Santa Maria @ Monte” di Antonio Torrini, non hanno invece trainato affatto, finendo per risultare delle zavorre per il raggruppamento. Inoltre, oltre alla larghissima fetta di astensionismo (oltre il 20% in meno di votanti rispetto al 2008), che ha certamente penalizzato di più la sinistra (e in questo hanno probabilmente inciso pesantemente certe scelte e decisioni impopolari del sindaco uscente Turini), occorre mettere in rilievo il voto di protesta, che ha premiato senza dubbio più l’alleanza Pdl-Udc-Socialisti del Movimento 5 Stelle (lo sconfitto principale di queste elezioni, per colpa principalmente di un candidato sindaco poco radicato e conosciuto sul territorio e di un innamoramento nazionale che si sta riducendo) e della lista “Impegno civico per Santa Maria a Monte” di Cinzia Boggia. In questo senso, è illuminante il comportamento degli elettori della frazione di San Donato, il paese della rivolta contro il biogas, che si sono schierati a favore di chi si è sempre opposto alla costruzione dell’impianto e di chi, in campagna elettorale, ha addirittura promesso che abbatterà l’Imu sugli edifici e sui terreni fabbricabili di San Donato, «che hanno subìto – disse più volte Parrella – un deprezzamento a causa proprio della realizzazione dell’impianto a biogas».
Lo sconfitto. Torrini, il quale ha detto di non aver alcuna intenzione di rassegnare le dimissioni da segretario del Pd, la bollò come un’ipotesi «tecnicamente irrealizzabile» e non ha cambiato idea nemmeno dopo lo spoglio dei voti e l’ufficializzazione della sua sconfitta. «È uno dei progetti populisti – ha affermato il futuro leader dell’opposizione in consiglio comunale – che attecchiscono sull’elettorato, già messo a dura prova dalla profonda frattura tra cittadini e istituzioni che emerge anche oggi con chiarezza dal dato sull’astensionismo. Forse, è stato talmente corposo il rinnovamento proposto che non siamo stati capiti. Ora dobbiamo pensare ad imbastire un’opposizione costruttiva, senza partire da posizioni ideologiche. Sono convinto che tra non molto tempo all’interno della coalizione vincitrice, a cui vanno i miei complimenti, emergeranno significative contraddizioni. Non mi dimentico, infatti, che fino a pochi giorni prima dell’ufficializzazione della lista del centrodestra Parrella trattava con noi per un suo ingresso nella nostra lista». A Torrini fa eco da Pisa il segretario provinciale del Pd Francesco Nocchi: «Il centrosinistra – sostiene – perde prima di tutto per le sue divisioni, che a Santa Maria a Monte hanno radici ormai storiche. È una lezione che non finiremo mai di imparare. Ora governerà un’improbabile unione tra destra e socialisti, tenuta insieme solo da ferrei accordi di spartizione di posti».
Il nuovo sindaco. Dall’altro lato, Parrella è convinta che è stata proprio la forza delle proprie proposte programmatiche a fare la differenza. «Il nostro programma – dice il neo sindaco – era impostato sulle cose che interessano da vicino i cittadini. E questo è stato spiegato bene dai nostri candidati consiglieri, che hanno fatto un enorme lavoro sul territorio». Dopo i festeggiamenti (è probabile che la cena ufficiale della vittoria venga organizzata all’Oasi al Lago di San Donato, a due passi dal biogas), Parrella dovrà pensare alla formazione della giunta. «Non c’è niente di deciso – dice –, ad eccezione ovviamente di Del Grande che mi affiancherà nel ruolo di vicesindaco. Una cosa voglio sia chiara: non abbiamo preso il 100% dei voti e quindi siamo pienamente disponibili a collaborare con l’opposizione per il bene del comune. L’astensionismo non è certamente una bella cosa e su questo fronte ci sarà da lavorare parecchio, ecco perché intendo istituire le consulte territoriali e portare il consiglio comunale a riunirsi nelle frazioni. Il nostro segreto? Chi ci ha bollato come la lista dei “vecchi” ha costruito degli autentici boomerang. Alla fine, evidentemente, siamo stati interpretati dagli elettori come la lista dei “saggi”. Perché non ci dimentichiamo che l’esperienza è maestra di vita».
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