Sicurezza
Il museo Kienerk raccontato dagli studenti
FAUGLIA. Un centinaio di studenti che guardano, studiano e poi reinterpretano. Dando vita a lavori a una loro fantasiosa rivisitazioni di alcuni grandi capolavori del grande artista post macchiaiolo...
FAUGLIA. Un centinaio di studenti che guardano, studiano e poi reinterpretano. Dando vita a lavori a una loro fantasiosa rivisitazioni di alcuni grandi capolavori del grande artista post macchiaiolo cresciuto nelle campagne di Fauglia, Giorgio Kienerk. Loro sono i ragazzi delle scuole elementari e medie dell’istituto comprensivo Mariti che da giovedì vedranno esposti i loro lavori nel palazzo comunale faugliese per una settimana.
«Si tratta di una iniziativa che ha molteplici funzioni – spiega l’assessore alla cultura Fulvia Petrini – da una parte serve a far conoscere alle nuove generazioni il grande pittore delle nostre colline Kienerk e il museo a lui dedicato, dall’altra avvicina i ragazzi all’arte e dà modo alle scuole di collaborare tra loro».
L’amministrazione crea un vero e proprio evento per incorniciare il progetto: giovedì alle 10.30, infatti, saranno presentate le creazioni degli studenti, ci saranno anche i protagonisti ovviamente che nei mesi scorsi si sono cimentati sul tema “Museo Kienerk, il piccolo gioiello delle colline pisane, alla ricerca della luce”.
Nell’occasione sarà presentato il volume Giorgio Kienerk un’artista tra Toscana e Europa a cura della conservatrice museale Giovanna Bacci di Capaci Conti, edito con il contributo di Valdera musei (coordinerà l’evento Elisa Parenti). L’incontro-presentazione si terrà all’arena La Lucciola, di piazza Trento e Trieste. Giorgio Kienerk nasce a Firenze nel 1869, da famiglia franco - svizzera, ma passa gran parte della sua vita nel paese di Fauglia, dove muore nel 1948. Inizia a studiare disegno e scultura avendo come maestro Adriano Cecioni, ed espone alla Promotrice di Firenze. Nel 1886 il suo mentore muore e Giorgio si avvicina alla figura di Telemaco Signorini che lo fa introduce alla pittura. Dal 1890 al 1895 si avvicina al divisionismo, svolge l'attività di grafico e nei primi anni del '900 partecipa alle Biennali di Venezia.
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