Il Tirreno

Pontedera

«L’auto contro di noi come un missile»

di Sabrina Chiellini
«L’auto contro di noi come un missile»

Il racconto di uno dei 4 studenti travolti dal Suv in via Cammeo a Zambra. L’ansia delle famiglie: 2 ragazzi restano in coma

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CASCINA. «Non posso fare a meno di pensare, come mamma, che i nostri quattro ragazzi potevano essere morti. Mi sento vicino ai genitori dei due sedicenni che sono molto gravi. Sarà una strada dura, speriamo che tutto vada al meglio. Se è vero che l’automobilista ha avuto un malore mi sento di perdonarlo. Non sarà facile nemmeno per lui e la sua famiglia. Ma anche per noi è un momento difficile, in particolare per i genitori dei ragazzini che sono ancora in coma». Patrizia, la mamma di uno dei diciassettenni falciati dal Suv mentre erano sul marciapiede davanti alla fermata del bus in via Cammeo chiede comprensione per il dramma che stanno vivendo. Sono giorni terribili. Un incubo iniziato alla sette di sabato mattina quando un vicino ha suonato alla porta di casa per informarli del grave incidente. «Non è facile trovare le parole per descrivere cosa abbiamo provato – aggiunge Silvia, la sorella dello studente dell’alberghiero di Pisa – Mio padre è corso a vedere cosa era successo. Io non ce l’ho fatta. Mi sono bloccata. E poi non sentivo arrivare l’ambulanza, ho pensato al peggio, ho temuto di non poter rivedere mio fratello. Mi sono anche meravigliata di me stessa ma proprio non sono riuscita a uscire. Poi quando ho sentito le sirene ho trovato il coraggio di andare a vedere». L’incidente è avvenuto a pochi metri di distanza da dove abitano i ragazzi, che hanno un’età compresa tra i 16 e i 18 anni. Per cui le famiglie si sono subito precipitate sulla strada e hanno visto una scena agghiacciante. L’auto li aveva investiti e poi aveva proseguito la sua corsa per oltre cento metri, tagliando dritto su una rotatoria, buttando giù un muro di recinzione per poi schiantarsi contro la parete esterna di una casa.

«Quando ho visto mio fratello – prosegue la giovane che incontriamo all’ingresso dell’ospedale di Cisanello – ho capito che aveva le gambe spezzate. Ma era vivo. Pare strano ma in tutta quella confusione, oltre a cercare gli amici, mi ha chiesto se vedevo il suo telefono cellulare. Già sentirlo parlare ci ha dato coraggio. Speriamo che anche gli altri ragazzi possano superare questo momento».I due adolescenti meno gravi, che fin dall’inizio non sono stati giudicati in pericolo di vita, avranno comunque una lunga degenza. Il ragazzo ha subito un lungo intervento alle gambe e altri lo attendono nei prossimi giorni. «Ho visto arrivare un missile – è stato il primo racconto del 17enne ai genitori e alla sorella– non abbiamo potuto fare niente per metterci in salvo»

In un bollettino del pomeriggio l'Azienda ospedaliera pisana ha spiegato che le condizioni cliniche dei quattro giovani sono stabili e stazionarie. Permane la prognosi riservata per i due sedicenni, un ragazzo e una ragazza, ricoverati sotto stretto monitoraggio nell'Anestesia e Rianimazione di pronto soccorso dell'Ospedale di Cisanello, il primo per trauma cranico e la seconda per politrauma. La comunità di Zambra è sotto choc. «Siamo un paese speciale – aggiunge Silvia – tante persone fantastiche ci stanno vicino a cominciare da don Alberto. Un grazie e un pensiero a tutti loro». Resta in ospedale anche l’investitore, Stefano Ribechini, 48 anni, fratello di un assessore del comune di Cascina. I medici del Lotti lo hanno trattenuto per capire le cause del malore che potrebbe averlo colpito prima del drammatico incidente. «È disperato – spiegano i familiari – chiede continuamente notizie dei ragazzi, si sente in colpa. Siamo vicini alle famiglie dei ragazzi feriti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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