Il Tirreno

Pontedera

«Vorrei mangiare quel che voglio, senza ingrassare»

di Andrea Lanini
«Vorrei mangiare quel che voglio, senza ingrassare»

I desideri dei bambini affidati alla Lampada di Aladino e c’è chi chiede «un robot che aiuti la mamma»

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PONTEDERA. I sogni degli studenti pontederesi in forma di disegno e di poesia. Ovvero: “Puoi chiedere un solo desiderio al Genio della Lampada di Aladino: come vorresti che fosse realizzato?”. Questo l'intrigante titolo del concorso che la libreria “Carrara”, per il secondo anno di fila e in occasione della “Notte bianca del Libro”, ha rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado dei tre istituti comprensivi di Pontedera (“Gandhi”, “Pacinotti”, “Curtatone”). Si trattava di riempire coi colori, o con le parole, o con entrambi (tanti, tra i giovanissimi strofinatori della Lampada, hanno scelto quest'opzione), un foglio bianco di formato A4, lasciando campo libero alla fantasia. I concorrenti non si son certo lasciati pregare. E non solo per via dei premi in palio (culturalmente assai appetibili: dizionari della lingua italiana “Zingarelli”, atlanti geografici De Agostini, speciali sconti sugli acquisti dei libri di testo e sugli articoli di cartoleria; e tanti: 16 in tutto). Ma perché dar forma alla propria speciale richiesta da indirizzare al buon Genio è divertentissimo. E infatti alla “Carrara” sono arrivati pacchi di fogli zeppi di idee buffe, commoventi, generose, simpatiche, che gli organizzatori, Chiara, Marco, Ilaria, hanno esposto nei locali della libreria. Ieri, in un'atmosfera di festa nient'affatto scalfita dalle inclementi condizioni meteo, il verdetto della giuria. Inutile ripetere qui la classifica: per noi - e anche per Aladino, ne siamo sicuri - hanno vinto tutti quanti. Perché in ogni elaborato, in ciascuno di questi graziosi manufatti cesellati con matite, penne e pennarelli, c'è qualcosa da mettere in evidenza. In linea di massima, le poesie, in cui trionfa la rima baciata, hanno un'impronta più seria, più meditata. Si parla dei grandi temi, con la pace nel mondo a svettare di gran lunga sugli altri. Sono i disegni, più immediati, spontanei, a portare in dote i messaggi più ficcanti, sorprendenti, spesso irresistibilmente comici. Ad esempio il disegno di Matilde, di una classe seconda della scuola primaria “Pascoli”, illustra una richiesta assai schietta: “Vorrei...mangiare quello che voglio senza ingrassare mai!”, scrive la bimba nel balloon che esce dalla bocca di una ballerina di danza classica - chignon, tutù, punte - al cui cospetto si trova un esilarante Genio-cameriere che pare agghindato per una cena di gala, mentre tutt'intorno galleggia una ghiotta galassia gastronomica fatta di gelati, pizze, panini, torte, piatti di pasta, salumi (in primo piano, l'immancabile vasetto di “Nutella”). C'è chi, andando sul pratico e senza ricorrere alle parole, scaccia la crisi disegnando un cumulo di monete. Clara, 1A della “Dante”: “Al Genio chiedo di diventare una popstar!”, ed ecco la personificazione del sogno: una grintosa cantante in nero che offre la sua performance da un palco inondato di luci. Matilde invece vorrebbe diventare maestra, Laura chiede un cavallo, Daniele, con potenzialità di futuro fumettista, disegna un favoloso Spider-Man. Disegni, disegni, disegni. Giulia sceglie “Una Mamma-robot che aiuti la mamma”. C'è chi chiede di poter alzare un giorno una Coppa del Mondo di calcio, di “Prendere i soldi rubati e restituirli alla gente” (Leo, scuola primaria del Romito: nel suo foglio svolazza sopra i tetti delle case un supereroe munito di mantello, in mano un sacco pieno di denari), di “Diventare la prima ballerina della “Scala” di Milano” (Angelica, scuola primaria del Romito). Roberto, della primaria “De Amicis”, tenerissimo, dedica il proprio lavoro a una persona speciale: “Staremo sempre insieme. Bentornata nonna!”.

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