Il Tirreno

Pontedera

Stazionarie le condizioni del militare ferito

SImone Bagnoli sarà sottoposto a un nuovo intervento chirurgico domani all’ospedale Lotti

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CHIANNI. Sono stazionarie le condizioni di Simone Bagnoli, 44 anni, di Fornacette, il militare ferito durante un’esercitazione sulle colline di Chianni.

Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta della Procura militare.

Il colpo accidentale è partito da un'arma a canna lunga, quasi sicuramente un fucile, esploso durante la normale esercitazione notturna dei paracadutisti in una zona boscosa.

Sono questi i dettagli, emersi al momento, sul caso del militare ferito e ricoverato all'ospedale di Pontedera nel reparto di rianimazione.

I medici non hanno ancora sciolto la prognosi e le sue condizioni rimangono stazionarie, nonostante che l'uomo di 44 anni, primo maresciallo e istruttore del reggimento Col Moschin stia reagendo bene alle cure.

Le lesioni causate dal proiettile ad organi vitali sono numerose, anche per questo i medici si mantengono cauti.

Appena il paracadutista è stato trasportato all’ospedale di Pontedera è stato sottoposto a un primo intervento, teso a ripulire e a tamponare la ferita, mentre per domani è in programma un'altra operazione, come confermano i familiari, che dovrebbe permettere al militare di riprendersi anche se con una lunga convalescenza.

Stando alle poche notizie che sono state diffuse sull’incidente il colpo ha raggiunto il militare all'addome, da dietro, senza che lui potesse reagire.

Secondo quanto spiegato, l'esercitazione era una delle prove del corso di formazione previste per l'ingresso nel reparto di elite della Brigata Folgore di Livorno, al quale possono accedere militari che superano i test iniziali del bando pubblico specifico.

Il paracadutista ferito è uno degli istruttori, che in carriera aveva partecipato a numerose missioni all'estero in zone di guerra, come in Bosnia e Somalia.

L’inchiesta va avanti ed è già stato individuato l’allievo che ha sparato per errore.

L’esercitazione che il gruppo di militari si apprestava a svolgere la notte tra giovedì e venerdì nei boschi della Valdera serviva a simulare la liberazione di ostaggi durante un attacco terroristico. Un’esercitazione di solito che consiste nel provare tecniche e schemi anche se questa volta qualcosa non ha funzionato come previsto.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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