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Per risparmiare lampioni accesi per metà

Per risparmiare lampioni accesi per metà

LORENZANA. Un borgo illuminato per metà. Da mezzanotte in poi. La spending review e le casse comunali ridotte all’osso portano i sindaci ad ingegnarsi per trovare sistemo per risparmiare. «Lasciando...

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LORENZANA. Un borgo illuminato per metà. Da mezzanotte in poi. La spending review e le casse comunali ridotte all’osso portano i sindaci ad ingegnarsi per trovare sistemo per risparmiare.

«Lasciando accesi i lampioni pubblici in modo alternato riusciamo a risparmiare circa il 30 per cento della bolletta annua che ammonta a 39mila euro», spiega il primo cittadino, Gianluca Catarzi.

Sono circa 400 le luci su cui ik Comune è intervenuto. Quindi il 95% della pubblica illuminazione che coinvolge la zona industriale, Pian di Laura, Tremoleto e Lorenzana.

Restano fuori da questa mini-rivoluzioni Colle Alberti, Greppioli e la frazioncina de La Casa: una ventina di lampioni in tutto.

«Per fare questa modifica abbiamo dovuto rimettere le mani all’impianto perché l’alternanza non andava in funzione», continua.

Rispetto all’anno passato, l’alternanza notturna dell’illuminazione pubblica porterà un risparmio di circa 10mila euro. Una cifra non certo milionaria, ma che servirà all’amministrazione per contribuire a chiudere in pari il bilancio che sarà approvato a giugno.

Catarzi sa già dove poter mettere quei soldi, considerato che su alcuni capitoli, la cifra stanziata dal Comune era pari a zero o giù di lì.

«Daremo un contributo alla Misericordia per la convenzione con la protezione civile, inoltre circa 2mila euro saranno impiegate nel capitolo manutenzioni e strade, settore in cui servono risorse», va nei dettagli.

Pure le associazioni e gli enti del territorio gioiranno di questi risparmio. Infatti, se a febbraio non c’era l’ombra di un euro a disposizione, adesso saranno intorno ai 2mila euro i contributi che potranno servire a dare una mano, seppur minima, a chi organizza eventi. manifestazioni.

«Ci rendiamo conto che sono numeri irrisori – aggiunge – Ma meglio di niente: lo scorso anno mettemmo 5mila euro a disposizione, ma oggi non ce la facciamo più».

Francesca Suggi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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