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Al Lotti un percorso contro il dolore

PONTEDERA. «Nella nostra Asl abbiamo integrato positivamente 2 reti di servizi ben distinte, quella della terapia del dolore e quella delle cure palliative per garantire al paziente il controllo del...

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PONTEDERA. «Nella nostra Asl abbiamo integrato positivamente 2 reti di servizi ben distinte, quella della terapia del dolore e quella delle cure palliative per garantire al paziente il controllo del dolore e il suo diritto a non dover soffrire inutilmente. Mi preme ricordare – sottolinea il direttore generale della Asl 5, Rocco Damone, in occasione della giornata del sollievo che si celebra oggi - che anche la nostra Asl deve assicurare un programma di cura personalizzato, che tenga conto delle esigenze del malato e della sua famiglia, che promuova e tuteli la qualità della vita in ogni fase della malattia, in particolare in quella terminale, assicurando un adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale e, data la delicatezza del campo in cui si va ad operare, sono previsti percorsi formativi per l’acquisizione di professionalità specifiche così come una formazione ad hoc per tutto il personale aziendale coinvolto nei percorsi di cura e nei servizi di assistenza in materia di cure palliative e di terapia del dolore».

«All’ospedale Lotti, grazie anche all’impegno di tutti colleghi, la misurazione del dolore è ormai entrata nella prassi quotidiana – sottolinea il dottor Paolo Carnesecchi, responsabile dell’anestesia e rianimazione dell’ospedale pontederese – infatti sia nei reparti chirurgici sia nei reparti medici il dolore è misurato 3 volte a giorno e sono presi in carico anche tutti i pazienti provenienti dal pronto soccorso”. Questa è una piccola parte dei servizi. Sempre in ospedale è attivo un ambulatorio, gestito dai medici anestesisti Maurizio Baldesi, Giovanni Marconcini, Monia Guarguaglini e Silvio Volpi, che effettua circa 8000 prestazioni all’anno prenotabili attraverso il Cup di cui 350 sono di agopuntura. Un altro servizio è destinato ai piccoli pazienti, già 150, che devono essere operati di tonsille ai quali è dedicata la “distraction therapy”.

Per controllare il dolore associato alla puntura venosa in ambulatorio di preospedalizzazione e in sala operatoria l’otorinolaringoiatria e l’anestesia e rianimazione hanno scelto di utilizzare la distraction therapy, una tecnica che senza l’ausilio di farmaci aiuta il bambino ad affrontare procedure dolorose o difficoltose. L’attenzione del bambino viene letteralmente distolta da ciò che gli sta accadendo e catturata da uno stimolo alternativo (video giochi, giochi interattivi, gioco con spirometro) scelto in base alle sue preferenze e caratteristiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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