Sicurezza
Slitta ancora l’associazione unica
Volpi: « Rimane un orizzonte possibile e interessante»
SAN MINIATO. Due rive. Sulla destra c’è l’Associazione conciatori di Santa Croce. Sulla sponda sinistra il Consorzio conciatori di Ponte a Egola. Nel mezzo scorre l’Arno, ma da tempo si ragiona a sostituire il ponte su cui passano collaborazioni e relazioni con un’unica realtà associativa per l’intero distretto conciario. Un primo passo è stato la nascita di Valdaque, nel 2010. Scopo della società, partecipata dalle due rappresentanze degli imprenditori conciari, la gestione degli interventi dell’Accordo di programma a cui fa capo il Tubone. Il maxi progetto in origine prevedeva la depurazione unica delle acque industriali che fanno capo alle aziende delle due rive. Adesso, invece, si prospetta ancora una depurazione separata che sembra allontanare la prospettiva di una unificazione associativa.
«In origine l’Accordo di programma prevedeva come conseguenza di un unico sistema depurativo l’unificazione delle due associazioni – afferma il presidente del Consorzio conciatori Giuseppe Volpi –. La prospettiva più concreta è che avremo due impianti, l’Aquarno e il Cuoiodepur. Ma questo non cambia gli ottimi rapporti che ci sono tra le due associazioni. L’unione rimane un orizzonte possibile e interessante».
Dopo molti anni di rinvii e trattative, recentemente è stata firmata quella che dovrebbe essere la versione definitiva dell’Accordo di programma quadro per la tutela e gestione delle risorse idriche. «Il documento definisce le modalità di gestione e trattamento di oltre 24 milioni di metri cubi di scarichi civili provenienti da un ampio bacino comprendente la Valdinievole, la Valdelsa e la Valdera, che dovranno essere convogliati ai depuratori del comprensorio del cuoio, attraverso investimenti per complessivi per 200 milioni di euro, con grandi benefici ambientali e sociali», sottolinea Volpi.
Lo dice il presidente del Consorzio conciatori, ma anche l’Associazione conciatori è ferma sullo stesso punto. «Il Tubone è prima di tutto una soluzione per la gestione degli scarichi civili. A fronte del rafforzamento industriale dei nostri impianti, che permetterà fra l’altro anche il soddisfacimento delle prescrizioni normative riguardanti cloruri e solfati, è infatti prevista la chiusura di circa 50 installazioni civili di piccole dimensioni con conseguenti benefici economici per la collettività e garantendo così un livello di qualità e quantità di scarichi depurati di assoluto livello internazionale».
L’Accordo prevede interventi complessivi per 54 milioni di euro sui depuratori industriali, di cui 14 milioni a carico degli imprenditori conciari. «Si tratta di investimenti necessari ad adeguare gli impianti per il trattamento dei 24 milioni di metri cubi di scarichi civili – sostiene il presidente del Consorzio conciatori Volpi –. È solo una conseguenza, ancorché positiva, la previsione di poter utilizzare l’acqua depurata nelle fasi produttive, riducendo in maniera progressiva e, possibilmente, interrompendo il prelievo dalla falda».
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