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Scontro sulle modifiche dello statuto del consiglio

Scontro sulle modifiche dello statuto del consiglio

SANTA CROCE SULL’ARNO. Trasformazione delle commissioni comunali in commissioni consiliari, istituzione del presidente del consiglio e divieto di creazione di liste uniche nel corso del mandato. Sono...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Trasformazione delle commissioni comunali in commissioni consiliari, istituzione del presidente del consiglio e divieto di creazione di liste uniche nel corso del mandato. Sono alcune delle modifiche allo statuto del consiglio comunale di Santa Croce che potrebbero andare in discussione nei prossimi mesi. Proposte che non convincono la consigliera Irene Storti di Più Toscana, che parla di «un tentativo di limitazione della partecipazione, delle tutele delle minoranze e della possibilità di una vera alternativa politica». Autore della bozza per il nuovo regolamento è Stefano Giannotti del Centrodestra per Santa Croce. «E già questo è un fatto singolare – dice Storti –. Tre anni fa proposi l’introduzione delle interrogazioni veloci, le cosiddette domande d’attualità, ma mi fu risposto che occorreva cambiare il regolamento e che sarebbe stato un passaggio complesso. Adesso, ad un anno dalle elezioni, pare ci sia la volontà di cambiarlo e l’unica bozza in discussione è quella di un consigliere di opposizione». Tra le proposte, come detto, il passaggio dalle commissioni “comunali” a “consiliari”, cioè limitate ai soli consiglieri o a loro rappresentanti. «È vero che le commissioni devono essere fatte lavorare – dice Storti – ma in questo modo si limita la partecipazione dei cittadini, considerando anche che nel prossimo consiglio i membri saranno solo 15, di cui soltanto 4 per l’opposizione». Previsto, inoltre, il divieto di creazione “in corsa” di liste fatte da un unico consigliere: «Una limitazione delle libertà politiche – aggiunge Storti – perché se un consigliere non si riconosce nella linea di un gruppo è giusto che continui la propria attività, anche per rispetto delle preferenze. Nella bozza, poi, sono inserite anche delle limitazioni alle riprese video del consiglio». Da qui la conclusione: «Sembra ci sia la volontà di escludere chi non fa parte di un certo ambito».(g.p.)

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