Il Tirreno

Pontedera

Maleodoranze, chi sono i colpevoli

di Cristiano Marcacci

I tecnici Arpat hanno concluso le indagini: richiesti piani di adeguamento a Consorzio Sgs, Waste Recycling e Aquarno

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO DI SOTTO. L’Arpat ha concluso le proprie indagini e verifiche ed è in grado di emettere il proprio verdetto rispetto al fenomeno delle maleodoranze avvertite più volte dalla popolazione al confine tra i comuni di Castelfranco di Sotto e Santa Croce nel corso della scorsa estate. Secondo l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che ha eseguito vari sopralluoghi nel periodo tra il giugno 2012 e il febbraio 2013, sono principalmente tre i “colpevoli”: il Consorzio Sgs di Santa Croce, l’ex depuratore di Castelfranco di Sotto gestito dalla Waste Recycling, l’azienda che sta sperimentando il pirogassificatore per lo smaltimento dei rifiuti industriali, e il Consorzio Aquarno.

«I risultati del monitoraggio dell’aria – affermano dall’Arpat – hanno confermato l’esistenza di una situazione ambientale degna di attenzione: le maleodoranze si sono manifestate con una frequenza più elevata soprattutto a luglio e settembre e con un’intensità decisamente superiore rispetto al livello di fondo, che nella zona è di per sé abbastanza elevato. I sopralluoghi sugli impianti, le valutazioni tecniche effettuate sulla gestione degli stessi, gli esiti degli accertamenti analitici sui reflui campionati e le elaborazioni delle concentrazioni rilevate con il mezzo mobile, in modo tra loro coerente, hanno condotto all’individuazione di alcune sorgenti ed evidenziato deficit impiantistici e gestionali che sicuramente hanno contribuito al fenomeno delle maleodoranze».

A queste maleodoranze, secondo l’Arpat, hanno contribuito con ragionevole certezza alcune attività ben precise: l’impianto di produzione dei fertilizzanti dagli scarti di pellame, gestito dal Consorzio Sgs di Santa Croce, e l’ex depuratore di Castelfranco di Sotto, gestito dalla Waste Recycling, «hanno determinato episodi di inquinamento olfattivo di tipo acuto ed episodico legato al rilascio di composti organici».

Inoltre, sott’accusa è finito il depuratore di Santa Croce gestito dal consorzio Aquarno, «ritenuto in grado di produrre un sottofondo odorigeno, più costante nel tempo e generalmente di minore intensità, che ha comunque causato alcune punte molto significative di concentrazione di idrogeno solforato».

Ovviamente, le carenze impiantistiche e/o gestionali rilevate sono già state oggetto di segnalazioni all’ente competente e ai Comuni interessati.

«Le ditte che gestiscono gli impianti – spiegano dall’Arpat – hanno già presentato i piani di adeguamento alla Provincia, dopo specifici incontri che si sono tenuti in queste settimane con la Provincia e l’Arpat. Ad oggi, gli interventi di miglioramento sono ancora in corso e in un caso (la Waste Recycling) saranno terminati nei prossimi giorni. L’indagine effettuata non è conclusiva rispetto all’identificazione di tutte le possibili sorgenti emissive e per questo l’Arpat continuerà i propri accertamenti, in considerazione del fatto che l’analisi dei dati di qualità dell’aria del periodo novembre 2012-gennaio 2013 ha evidenziato l’apporto odorigeno di altre sorgenti emissive presenti nella zona, forse di minore intensità rispetto a quelle già individuate. Inoltre, rimane da verificare l’efficacia degli interventi migliorativi sui tre impianti individuati una volta che saranno operativi. Come immediata conseguenza i cittadini ancora non possono avvertire l’effetto positivo degli interventi Arpat ed Asl 11, ma rimane comunque importante che continui il loro coinvolgimento nell’azione di monitoraggio delle maleodoranze. Questa situazione non ha sorpreso i tecnici considerata la complessità del territorio, caratterizzato da una commistione tra una realtà industriale, di piccole o medie dimensioni, ed una realtà residenziale, la cui convivenza è problematica soprattutto considerando che la parte produttiva ha per sua natura una componente di emissioni diffuse non trascurabile e fortemente odorigena».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web