Il dolore
La spending review punta su Aquarno
Nella società che gestisce il depuratore di Santa Croce sull’Arno confluiscono il Consorzio recupero cromo e l’Ecoespanso
SANTA CROCE SULL’ARNO. Un’unica regia a valle del processo conciario. Sulla sponda destra dell’Arno si guarda alle società consortili in un’ottica di spending review. «Bisogna incidere maggiormente sulla spesa per cercare di ridurre sempre di più i nostri costi fissi – afferma il presidente dell’Associazione conciatori di Santa Croce Franco Donati –. In questo intento di razionalizzazione stiamo avviando un processo di fusione delle nostre società consortili in modo da ottimizzare le risorse umane, ridurre le spese e ottenere migliori risultati». In pratica, dentro al Consorzio depuratore verranno portate la società Ecoespanso e il Consorzio recupero cromo. Un processo di fusione che dovrebbe completarsi nell’arco dell’anno. «È importante che la gestione di questi impianti avvenga sotto un’unica regia in grado di avere tutti gli elementi che servono a valutare la economicità e la funzionalità della gestione all’interno del sistema depurativo».
Per dimensione di addetti la depurazione è una delle maggiori imprese del distretto. Tra i dipendenti dell’Aquarno, del Consorzio recupero cromo e di Ecoespanso si contano un’ottantina di unità che con gli indiretti salgono a un centinaio. Tre realtà, ma con impianti interdipendenti. Il Recupero Cromo scarica più di 2.500 tonnellate annue, tra solfati e cloruri, che rappresentano il 20% circa del totale di quelli che arrivano all’Aquarno. «È indispensabile che chi controlla la depurazione possa regolarne il flusso, abbattendoli quando sono in concentrazione». Ecoespanso, invece, che estrae e tratta il fango della depurazione, ha bisogno di un’unica regia con Aquarno «per decidere la tipologia degli interventi nella depurazione al fine di determinare la quantità e la qualità dei fanghi da inviare a seconda delle esigenze dell’impianto finale».
Il risultato atteso è una riduzione della tariffa di depurazione a carico delle aziende. Oltre la spending review che investe le tre società una prima sforbiciata ai costi si deve al conferimento all’Aquarno degli scarichi delle concerie di Ponte a Cappiano. «Avremo un calo del costo della depurazione per le aziende – dice Donati –, come già abbiamo sperimentato con l’arrivo in Aquarno degli scarichi che prima affluivano al depuratore di Castelfranco di Sotto».
Il Consorzio recupero Cromo recupera il cromo dai bagni di conceria per restituirli alle imprese. La spending review prevede oltre alla fusione in Aquarno anche il «trasferimento del laboratorio di analisi all’interno del Poteco». All’impianto Ecoespanso, invece, arrivano via fangodotto i fanghi della depurazione dall’Aquarno. Qui subiscono un trattamento termico prima di essicazione e poi di sinterizzazione ottenendo un prodotto che viene impiegato dai cementifici. «È costoso nella gestione e rappresenta l’onere più gravoso nella tariffa – conclude Donati –. Per ridurne il costo è necessario riqualificare l’impianto e disporlo, almeno parzialmente, per trattare anche i nostri rifiuti industriali recuperandone i costi di smaltimento».
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