Attenzione
«È esperto, pare incredibile»
Il primo maresciallo ha partecipato a missioni in Somalia e Bosnia
FORNACETTE. «E’ incredibile. Simone ha fatto missioni all’estero in tutti i punti più caldi. Dove c’era un conflitto, lui era presente. Non si è mai ferito. Mai nemmeno un graffio. E’ possibile che si sia ferito a Chianni, durante un’esercitazione?». Enzo Bagnoli, il padre del paracadutista colpito da un colpo di arma da fuoco, non si dà pace. Mantiene la lucidità in un momento difficile, mentre parla dalla casa di Fornacette, insieme alla moglie Marisa. «Non sappiamo come sia andata di preciso – continua l’uomo – ci ha avvisati nostra nuora, Antonella, e siamo corsi all’ospedale». Nell’abitazione alcuni amici e conoscenti che s’informano delle condizioni del figlio. «Ci hanno detto che è stazionario, ma che probabilmente dovrà essere operato di nuovo – dice ancora Enzo Bagnoli – Per fortuna è stato soccorso prontamente e poi portato all’ospedale dove i medici hanno cercato di rimediare alla ferita». I genitori del primo maresciallo del reggimento Col Moschin hanno visto tantissime volte partire Simone per il fronte e tornare con in volto i segni di scene orribili. È stato in Somalia e in Bosnia. «Si sa che quando un figlio sceglie la vita militare può incappare in situazioni spiacevoli – spiega – Simone è sempre riuscito a cavarsela. Da un po’ di tempo aveva smesso di andare in missione e di era dedicato all’addestramento delle giovani leve. La sua esperienza è enorme e quello del ruolo d’istruttore è stato il giusto sviluppo di una carriera vissuta a pieno. Chi andava a immaginare che si sarebbe ferito vicino a casa?».
Andreas Quirici
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