Il Tirreno

Pontedera

«Dovranno operarlo di nuovo»

«Dovranno operarlo di nuovo»

La moglie Antonella in ospedale insieme ai familiari, ore di paura e ansia

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PONTEDERA. «Non sappiamo niente di più, quando siamo arrivati all’ospedale mio marito era già in sala operatoria. Dobbiamo aspettare solo che stia meglio, questo è il nostro unico pensiero». Antonella Quirici, moglie del paracadutista di Fornacette rimasto ferito durante l’esercitazione nei boschi di Chianni, è attaccata alla speranza. I medici le hanno spiegato, come agli altri familiari, che la situazione è molto grave e che probabilmente se in questi giorni le condizioni dell’uomo si manterranno stabili lunedì potrà essere di nuovo sottoposto ad un altro intervento chirurgico. La donna, così come i genitori del paracadutista, in queste ore possono contare sull’aiuto e sul sostegno morale dei colleghi del militare ferito. All’ospedale Lotti, per tutta la giornata di ieri, si sono alternati numerosi militari dell’esercito, oltre ad amici e parenti del sottufficiale. Solo alle 13.30 la moglie ha potuto vedere il marito, ricoverato nel reparto di rianimazione del Lotti in terapia intensiva. Un momento che la donna ha atteso per tutta la notte. Da quando, intorno a mezzanotte, una telefonata l’ha informata del drammatico incidente e lei, insieme ad altri familiari, si è precipitata al pronto soccorso dove ha capito la gravità della situazione.

Nel corridoio del Lotti, davanti all’ingresso della rianimazione, sono arrivati anche i genitori del paracadutista. Il padre Enzo ancora non riesce a credere che l’incidente possa essere accaduto proprio a suo figlio e a due passi da casa. Proprio a lui, veterano dell’esercito, che è stato più volte impegnato in missioni all’estero sia in Somalia che in Bosnia. Un figlio che dopo il militare di leva ha scelto la carriera nell’esercito, fino ad arrivare ad occuparsi dell’addestramento delle nuove reclute. «Tutte le nostre preoccupazioni – aggiunge un familiare – sono ora rivolte alle condizioni di salute di Simone. È forte, speriamo che possa farcela». Le ferite causate dall’arma da fuoco, il colpo ha raggiunto il militare all’altezza dell’addome procurandogli lesioni che hanno interessato più organi. Sono momenti di grande preoccupazione anche per i colleghi dello stesso reparto in cui opera il sottufficiale, considerato da tutti come una persona esperta, molto preparata, abituato a non lasciare niente al caso. Ma l’altra sera qualcosa non è andato secondo i piani. Gli abitanti della zona del Garetto, dove era in corso la simulazione, solo ieri hanno capito cosa era successo nella notte. «Li vediamo spesso i paracadutisti arrivare – dice un cittadino – sia di notte che di giorno. In passato abbiamo sentito anche gli spari ma questa volta non ci siamo resi conto che c’è stato un incidente».

Sull'incidente ci sono molti interrogativi. Ma non quello della presenza in luoghi di esercitazioni simili, di munizioni ordinarie e non a salve. «In circostanze del genere vengono portate entrambe le tipologie, perchè siamo tenuti a difendere le armi in dotazione in caso di bisogno», spiegano dalla Brigata Folgore.

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