Il Tirreno

Pontedera

Cliente ostaggio dei rapinatori

di Sabrina Chiellini
Cliente ostaggio dei rapinatori

Assalto all’“Arte orafa” di Ponte a Egola. Con le pistole si sono fatti aprire la cassaforte dal titolare e l’hanno ripulita

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Il terrore nella gioielleria entra alle quattro del pomeriggio, al momento dell’apertura. Ad attendere Roberto Santini, titolare di Arte Orafa, situata in via Pisacane a Ponte a Egola, e una ignara cliente, Rossana Ulivieri, 58 anni, di Balconevisi, che mai avrebbe immaginato di trovarsi faccia a faccia con due banditi armati di pistola. «Appena sono entrata nel negozio – racconta la donna – mi sono sentita afferrare alle spalle». Due uomini incappucciati, pistola in pugno, erano entrati nella gioielleria, pronti ad “accogliere” il proprietario all’apertura pomeridiana. Un colpo preparato nei dettagli che ha permesso ai banditi di portare via numerosi monili d’oro che erano nella cassaforte e soldi in contanti. L’ammontare del danno non è stato quantificato e i carabinieri della compagnia di San Miniato, ieri impegnati su due rapine avvenute a distanza di pochi minuti l’una dall’altra, aspettano ora di conoscere dal gioielliere l’inventario dei preziosi che erano nella cassaforte.

«Dovevo riparare il cinturino di un orologio – racconta la donna che insieme al gioielliere è stata legata dai rapinatori – sono arrivata al negozio alle 16.05. Era sempre chiuso, avevo pensato di tornare più tardi. Invece in quel momento è arrivato il titolare e così sono rimasta... ». Certo non pensava che una volta entrata nell’oreficeria avrebbe vissuto alcuni momenti di paura. «Ci si può aspettare di tutto in certe situazioni – aggiunge – Conviene stare fermi e buoni, non si sa cosa può accadere».

Appena il gioielliere è entrato e ha disattivato l’allarme i banditi hanno la loro comparsa sulla scena. Determinati e pronti a farsi aprire la cassaforte. Erano incappucciati, avevano i guanti.

Dall’aspetto sembravano giovani, parlavano con accento meridionale. Con la cliente, che ha chiesto loro di non rubarle i soldi e l’orologio, sono stati tranquilli. Lo sono stati di meno nei confronti del titolare della gioielleria che avrebbero anche preso a calci chiedendogli di non fissarli mentre loro ripulivano la cassaforte dopo verla aperta con le chiavi prese al titolare del negozio sotto la minaccia della pistola.

«Uno dei due gli diceva “Non mi guardare” e continuava a tirargli i calci. Sono stata malissimo per tutto il tempo. Tremavo e loro mi dicevano di stare calma. Avevo una paura tremenda. Non mi vergogno a dirlo.

Quando hanno preso tutto si sono parlati in dialetto e uno è venuto verso di me. A quel punto ci avevano già fatto sdraiare per terra poi ci hanno anche legato le mani e tolto il cellulare nel timore che potessimo dare l’allarme».

Uno dei banditi ha rovesciato la borsa della donna, ha preso il telefono e lo ha messo su una finestra. «Ho pensato che volessero rubarlo ma loro mi hanno tranqullizzata – aggiunge la donna – dicendomi che lo avrebbero lasciato sul davanzale». Poi sono fuggiti. E solo alcuni minuti dopo il gioielliere è riuscito a slegarsi e ha chiamato i carabinieri.

Sono intervenuti i militari della compagnia di San Miniato rimasti poi a lungo nel negozio per ricostruire la dinamica della rapina e cercare tracce lasciate dai malviventi.

La notizia della rapina con aggressione si è diffusa rapidamente. «Non sono cose da raccontare», è stata la reazione di Santini di fronte ai cronisti.

Oggi probabilmente il commerciante potrà avere un’idea più precisa del valore dei gioielli che i banditi sono riusciti a portare via nei pochi minuti in cui è durata la rapina. Sempre con il rischio che mentre erano all’interno potessero essere sorpresi dall’arrivo di altri clienti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa