Il Tirreno

Pontedera

In alto i calici una domenica in gita per vigne

di Enrico Bimbi
In alto i calici una domenica in gita per vigne

Numerose le iniziative organizzate per il 26 dai soci del Movimento Turismo del Vino

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Domenica prossima torna “Cantine Aperte”, l’evento nazionale più importante dedicato al vino. Dal 1993, l’ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico dalle 10 fino a tarda sera, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Per famiglie ed enoturisti è un’opportunità per avere un contatto diretto con i vignaioli, degustare e comprendere le perle produttive, visitare cantine storiche, parchi stupendi, ville antiche, lasciandosi rapire da anfratti suggestivi e panorami mozzafiato. E non solo. Infatti, anche quest’anno ogni fattoria si è ingegnata per dare maggiore attrazione ed ospitalità attraverso eventi ed interventi gastronomici pescati tra le eccellenze produttive del territorio. Ecco cosa possiamo trovare di bello e buono nelle fattorie della provincia di Pisa che aprono i cancelli.

Fattoria degli Azzoni. A La Rotta, nella cantina degli Azzoni sarete accolti personalmente dal conte Aldobrando. Buona fattura, finezza dei profumi con estrema nettezza e pulizia sono doti dei vini di questa azienda. Nel parco produttivo troviamo la curiosità di uno splendido pinot grigio Villa Sole e di un super profumato vermentino dalle note di erbe aromatiche, Le Fonticchie. Poi i due rossi, il Chianti e il top aziendale Helianthus. In degustazione anche il pregiato Vin Santo Baciamano considerato dal concorso “Pisani più schietti” il migliore della provincia. Da questo Vin Santo sono state realizzate due eccellenze del territorio che è possibile degustare in questa occasione. Si tratta del gelato al Baciamano (la gelateria Veneta è presente anche con altri gusti) e del mallegato al Baciamano della macelleria Desideri. Nella corte troviamo inoltre il caseificio “L’Avvenire” della famiglia Dall’Acqua (Terricciola) con formaggi che sembrano nati per sposare i vini della fattoria, i salumi di Comuniello ed un mercatino di folclore e artigianato dove spicca quello del gruppo “Il Mattone” con i fischi e le campanelle.

Fattoria Varramista. L’azienda di Montopoli Valdarno è famosa, sia per i vini altamente recensiti, sia per le piante secolari del parco, sia per il giardino all’italiana considerato uno dei più belli della Toscana, sia per la superba villa che fu casa del compianto Giovanni Alberto Agnelli, al quale va attribuito il merito di aver intuito le importanti potenzialità viti-vinicole di questa tenuta che si sono concretizzate al meglio nel top aziendale “Varramista”, frutto monovarietale di syrah. Sterpato (rosso e rosato), Frasca, Ottopioppi, Chianti Monsonaccio sono gli altri vini da degustare. Possibile assaggiare anche le novità dalla tenuta maremmana: Marruchetone Vermentino e Marruchetone rosso. Mini-percorso gastronomico con specialità montopolesi. Faranno da contorno l’esposizione di opere pittoriche, esibizioni di decorazione in ceramica ed altro artigianato locale, mentre Michele Quirici della casa editrice Tagete mette in mostra nel suo spazio espositivo la selezione dei libri più rappresentativi dell’affascinante mondo del vino.

Usiglian del Vescovo. Alle porte di Palaia, è un borgo millenario che ha mantenuto tracce medievali del dominio dei Vescovi di Lucca. La più importante e suggestiva è la via di fuga che, scavata nel tufo, collega la villa al campo. I vini di questa azienda, curati dall’enologo Francesco Lomi, hanno la caratteristica di essere molto profumati, grazie al terreno sabbioso e l’altitudine di 200 metri che garantisce buona escursione termica. Il rosè di sangiovese “Sangiosé” e lo strutturato chardonnay “Ginestraio” sono la chiara dimostrazione. Chianti, Grullaio e il top produttivo “Il Cina”, che vanta ossatura syrah, uno dei vitigni a bacca nera più profumati, sono i rossi. Ad accompagnare le degustazioni ci saranno ci sarà un ghiotto percorso gustativo dedicato al maestro norcino Luca Marianelli di Montopoli, che porterà all’assaggio le sue creazioni più recensite insieme ad alcune novità. All’assaggio anche i formaggi “L’Avvenire” di Terricciola e alcuni mieli locali.

Fattoria Vallorsi. A Terricciola c’è la fattoria Vallorsi di Sergio e Stefano Bibbiani. Accoglienza signorile ed un ricco buffet gratuito vi attende in questa tenuta dove sono stati fatti i primi esperimenti sulla attitudine dei vitigni a bacca bianca in terra pisana. Dopo più di trent’anni circa diciassette varietà si sono adattate alla grande ed oggi danno vita al fresco e petillant “I Cerroni”. L’altro bianco è estratto monovarietale del vermentino. Tra una bruschetta e un salume sarà piacevole un sorso di “Prunetto”, profumato rosato dal colore tenue alla francese, per poi degustare la specialità della casa, i rossi. Si consiglia di partire dal Chianti Superiore, per passare all’Argante e terminare con il top “San Bartolomeo”.

Tenuta Podernovo. Una spettacolare cantina, che si erge in posizione di dominio su una collina di Terricciola. Un vero capolavoro artistico/architettonico di grande imponenza e, nel contempo, dal basso impatto ambientale (le pietre utilizzate sono quelle trovate negli scassi delle vigne), ideato per la massima funzionalità delle pratiche di cantina. Qui i Lunelli, signori dello spumante italiano con il marchio Ferrari, hanno affidato la realizzazione di rossi di prestigio al noto enologo Corrado Dalpiaz. Aliotto e Teuto, quest’ultimo finalmente sangiovese quasi puro a conferma di maturità acquisita della vigna con conseguente innalzamento qualitativo, sono il risultato del suo lavoro ma in degustazione possiamo trovare tutta la linea produttiva della famiglia Lunelli, comprese le bollicine Ferrari. Da non perdere la visita guidata della cantina, un percorso suggestivo tra arte, buon gusto e tecnica che getta lo sguardo con negli ordinati vigneti sottostanti.

Badia di Morrona. L’azienda storica dei conti Gaslini Alberti ha creduto per prima alle grande potenzialità di Terricciola realizzando un grande sangiovese in purezza, il “VignAalta”, ancora oggi il fiore all’occhiello insieme al taglio bordolese “N’Antia”, quest’ultimo recentemente premiato sia dal Decanter sia al concorso mondiale di Bruxelles. Con i suoi quasi 100 ettari di superficie vitata, Badia rappresenta la più importante realtà enoica provinciale. Virtù riconosciuta dell’azienda dei Gaslini è quella di riuscire ad eccellere anche nei vini base e la medaglia Commended assegnata, sempre dal Decanter, al Chianti “I Sodi del Paretaio” ne da testimonianza. Il fresco vermentino Felciaio e lo strutturato La Suvera sono le proposte della vinificazione in bianco. Da non dimenticare il rosso intermedio Taneto e il vin santo. Una visita alla cantina con la splendida barriccaia vale da se il viaggio a Terricciola.

Castelvecchio. Sempre a Terricciola. Laura e Stefano Pantani vi accolgono con la loro famiglia per guidarvi nella tradizionale e funzionale cantina, realizzata con le loro mani. Una visita che prevede una passeggiata tra le curate vigne, la visione delle tecniche di vinificazione, nonché la barriccaia destinata ai vini pregiati e la stanza dei graticci dove le uve appassiscono in modo ottimale per far nascere la perla produttiva del Vin Santo Armida. La produzione aziendale vanta i primi due vini imbottigliati nella provincia con la nuova Doc Terre di Pisa: Rosso Le Balze e Sangiovese Le Colline. Completa la gamma il rosato Il Tocco e il bianco Il Picchio. Previa prenotazione allo 0587-658318 è possibile, a pranzo, merenda e cena, fare una degustazione completa.

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